Arbitro knock-out (per il pugno di un calciatore) e partita sospesa a Collepepe. E ancora: giocatori della Narnese che al 71º abbandonano il terreno di gioco per vergogna, avendo incassato 10 gol dopo il rientro in campo nel secondo tempo. Ma c’è di più: a San Venanzo il guardalinee è stato bersagliato d’insulti («sei una merda, fai schifo, frustrato, coglione, ti prendesse un infarto, cornuto…») soltanto perché omonimo del centrocampista della squadra ospite. Proprio questo infondato sospetto di parentela ha caratterizzato la gara, e l’assistente di gara fuori dallo stadio è stato costretto a dribblare con la macchina una ventina di tifosi inferociti che hanno sferrato cazzotti e manate alla carrozzeria.  Questi gli episodi più clamorosi successi sui campi dell’Umbria nel corso del turno del 21-22 aprile.

Fischio finale Al terzo minuto di recupero l’Olympia Thyrus agguanta il pareggio e, mentre l’arbitro appunta sul taccuino il numero di maglia del marcatore, nel cerchio di centrocampo c’è un giocatore del Collepepe a terra. Scoppia un parapiglia e l’attaccante della Thyrus viene espulso. Un affronto vero e proprio per il centravanti che ne fa una questione personale col fischietto, colpito da un pugno alla spalla stile Mike Tyson. Ora c’è l’arbitro a terra, talmente frastornato che non capisce più neppure chi lo sta continuando ad insultare. Quel poco fiato che ha ancora nei polmoni lo usa per dichiarare chiuso l’incontro, quando rimanevano da giocare altri due minuti di recupero. O round, come dir si voglia.

Pallottoliere I gol tutti nel secondo tempo, complice forse la precaria tenuta atletica dei difensori della Narnese che, insieme al tè, nello spogliatoio potrebbero aver abbondato coi pasticcini. Una raffica di segnature, con i giocatori del Campitello che assomigliavano al Brasile di Pelè allenato dal più gagliardo Zdenek Zeman. Le segnature al 3º, 7º, 8º, 11º, 14º, 16º, 20º, 22º, 24º e 25º. Poi basta, non perché la porta è stata buttata giù rete ma perché il tecnico della Narnese implora i suoi di rientrare e rinfrescarsi le idee sotto la doccia. Sarebbe stato più sportivo mischiare le squadre.

Strane omonimie Il guardalinee di San Venanzo-Cannara giura di non conoscere neppure il giocatore ospite che porta il suo stesso cognome, ma ciò non basta a «salvarlo» dalle accuse di inesistenti favoritismi. Le offese e le minacce provenienti dagli spalti, davvero poco originali per lunghi tratti, «crescono di tenore» quando all’assistente qualcuno urla: «Oggi non vi facciamo tornare a casa, rimanete qui fino a notte fonda, chiamate l’esercito per uscire da San Venanzo oppure fatevi venire a prendere da un elicottero». Nessun tycoon è stato mai sfiorato dall’idea di costruire piste d’atterraggio a San Venanzo. E chi utilizza un cellulare Wind per risparmiare sullo scatto alla risposta il più delle volte non riceve neppure il segnale… Fly down, fans.

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2 replies on “Arbitro ko a Collepepe, la Narnese che si ritira sotto 10-0 e a San Venanzo «dovete chiamare l’esercito»”

  1. Essendo sanvenanzese ho seguito la partita San Venanzo-Cannara per corriere, radio e tv e in un anno che seguo il San Venanzo come corrispondente per il Corriere dell’Umbria non sono mai ststo accusato di campanilismo, anzi tutt’altro. Posso dire che guardalinee ed arbitro secondo me hanno avuto delle sviste gravissime, la causa però non è da imputare a parentele di vario tipo ma più che altro ad una evidente incompetenza, testimoniata anche dal fatto che pure i sostenitori del Cannara spesso si sono lamentati (a ragion veduta per altro) del direttore di gara. Inoltre da “collega” vorrei ricordare che gli articoli si firmano nome e COGNOME. L’auto che trasportava la terna arbitrale è entrata all’interno del paese ben oltre il 50 Km/h previsti dalla legge rischiando di mettere sotto una bambina, questo ha scatenato le ire delle persone presenti.
    P.S. Wind è l’unico gestore che non ha problemi di rete, il ripetitore è proprio al limite del paese.

  2. Mi unisco alla voce di Diego: seguo il San Venanzo anch’io e da ben 10 anni! Prima come corrispondente del Corriere dell’Umbria ed ora per il Giornale dell’Umbria. Servizi Umbria TV e collegamenti Radio Onda Libera. Da trenta invece, amo e tifo il San Venanzo. Ero alla partita quel giorno, semplicemente da tifosa quindi non ho potuto “dire la mia” sulla gara da “giornalista”. Posso dire invece la mia da tifosa, fiera e orgogliosa di vedere il nostro San Venanzo militare in Eccellenza grazie anche al calore, l’affetto, il sostegno di tanti sanvenanzesi che la domenica si ritrovano a seguire la squadra ovunque. Siamo tacciati spesso di essere “pericolosi”, “attaccabrighe”, “irruenti” e tanto altro. Ma se ancora vale ancora la “parola” ed il “METTERCI LA FACCIA” (o la FIRMA, dipende) posso confermare che ci sono state sviste durante la gara, da parte della terna. Ma credo anche che questo non giustificherebbe un trattamento gravissimo, come quello descritto nel referto arbitrale. Proteste, forse anche un pò accese ci sono state è vero, mi dispiace per te che hai scritto, se non ci reputi originali. Confermo le parole di Diego sull’aggressione: credo anche che la Società si stia muovendo in sua difesa. Con questo non voglio assolutamente giustificare niente: sono stata sempre pronta a condannare offese, insulti e tutte le altre forme di violenza.. Inoltre volevo rassicurarti che non avremmo permesso (forse stavolta davvero con l’esercito!) a nessun tycoon, di costruire nessuna pista in mezzo alle nostre colline…se permetti, hai peccato te in originalità! Ultimissima precisazione: la wind qui, funziona benissimo….fly down, baby!

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