di Maurizio Troccoli

Enrico Melasecche, ex assessore regionale, è stato destinatario di un video satirico. Un gruppo anonimo – così si sono qualificati – ha realizzato un brano accompagnato da un video, che ha riscosso un certo interesse sui social. Lui stesso ha apprezzato la realizzazione, fatto questo che l’ha fatto apparire simpatico, oltre che navigato e intelligente. Come dire: al di là dei contenuti che contestano l’efficacia della sua azione politica, la maniera scherzosa risulta prevalente sulla polemica politica, fino al punto di spingerlo a dichiarare: «Come mi dicono alcuni amici, mi hanno consegnato all’eternità». Fin qui tutto in linea con il personaggio dalle spalle larghe e da un trascorso di democristiano che certifica il pedigree di politico di razza, non incline a permalosità infantili. 

Purtroppo però si è lasciato andare a qualche suggerimento di troppo, probabilmente non richiesto. Da parte di chi, affetto da smanie sempliciottistiche, gli ha suggerito una risposta. Ha infatti realizzato un video nel quale riconosce le sue non come ‘pecche di Melasecche’ (richiamando il titolo del video satirico) ma ‘toppe di Melasecche’, considerandosi come tappabuchi di malgoverno attribuito a chi l’ha preceduto. Quel che però stona è il punto centrale della polemica.

Ovvero se da un lato c’è una satira intelligente, potremmo tranquillamente dire d’autore, di qualità, quella approntata sbrigativamente da lui o da qualcuno per lui, è sciatta, sempliciotta, non all’altezza né del prodotto satirico che l’ha preso a bersaglio, né della risposta arguta che l’ha contraddistinto nei primi momenti. E’ infatti un brano realizzato evidentemente da intelligenza artificiale, con toni trionfalistici e sonorità attempate, tipico di chi pensa che a prescindere dal contenitore conti il contenuto. E, purtroppo per lui, non è così. Il brano infatti è talmente di discutibile qualità, da fare apparire persino il contenuto come grottesco. Se ne sarà accorto da solo, apparendo infatti impacciato se non in soggezione nel mostrarsi in video, all’ascolto del ‘capolavoro’ che gli hanno confezionato. Se avessimo un tapiro glielo consegneremmo volentieri, ricordandogli che non tutte le toppe sono adatte a ogni buco.  

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