Pale eoliche

Associazioni, comitati e cittadini del territorio orvietano chiedono alla Giunta Regionale Umbra di «esercitare, entro il termine del 29 giugno 2026, il potere di autotutela amministrativa per annullare il silenzio-assenso della precedente amministrazione sull’atto relativo al progetto Phobos». La richiesta, già avanzata dal Comune di Orvieto, nasce a seguito della sentenza del Tar pubblicata il 4 maggio scorso, che consente di fatto alla multinazionale Rwe Renewables di cominciare i lavori di costruzione del progetto eolico Phobos, all’interno dei comuni di Orvieto e Castel Giorgio.

Il rischio, secondo le associazioni impegnate in questa battaglia, è quello di aprire la strada a ulteriori progetti e, dunque, a «nuovi attacchi al territorio senza nessuna ricaduta positiva per chi abita questa terra». Invitando i sindaci dei comuni di Orvieto e Castel Giorgio a partecipare, cittadini, comitati e associazioni annunciano intanto un sit-in per la giornata di giovedì 28 maggio alle ore 10 davanti alla sede della Giunta Regionale Umbra in corso Vannucci.

«Sarà l’occasione – annunciano – di presentare ufficialmente la nostra richiesta e mandare un segnale forte e chiaro: questo territorio non intende abbassare la testa di fronte a progetti distruttivi, antidemocratici e di forte impatto economico, sociale e culturale sul futuro di intere comunità. La vicenda di cui parliamo, l’ormai tristemente noto ‘progetto Phobos’, non è altro che un grande esempio di cattiva politica e di paludi burocratiche. A causa di scelte miopi, ritardi burocratici e mancanza di un reale confronto con i territori, l’Orvietano è stato nei fatti lasciato solo di fronte a un assalto ad ambiente, paesaggio e comunità che nulla ha a che vedere con una seria, giusta e condivisa transizione energetica. È questa l’occasione per la Regione Umbria di mostrare, al di là dei proclami, reale vicinanza a un territorio da troppo tempo ingiustamente considerato sacrificabile».

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