Yuki Ishikawa. Foto: Michele Benda

di Ca. For.

In casa Sir Safety Perugia, il biennio 2024-2026 sarà ricordato pure come l’era Ishikawa. Quella che (anche) grazie alla presenza dello schiacciatore originario di Okazaki City ha unito due popoli, due mondi lontani, agli antipodi: quello perugino e più in generale umbro, con quello giapponese. 

Bilancio positivo L’operazione di mercato che due estati fa ha portato il classe 1995 a Pian di Massiano dopo le ottime cose registrate con la maglia di Milano è stata complessivamente un successo. Dal punto di vista sportivo e non solo. Con i Block Devils Ishikawa ha vinto uno scudetto, un Mondiale per club, due Champions League e altrettante Supercoppe italiane. Un palmares di tutto rispetto come l’interesse che ha suscitato nel Sol Levante la presenza nel roster di una delle squadre più importanti al mondo, di uno degli sportivi di riferimento del suo Paese. Che di conseguenza ha avuto il potere di accrescere la fama del club del patron Sirci oltre oceano.

Presenze fisse Non è un caso che che tra gli spalti del PalaBarton Energy ci fosse sempre una nutrita presenza di tifosi giapponesi che in questi anni ne hanno anche approfittato per conoscere più da vicino l’azienda Sir in uno dei tanti tour dei mesi scorsi. Tifosi educati e composti proprio come l’ormai ex numero 14 bianconero. 

Tournée Che lo scorso ottobre insieme alla Sir è stato protagonista di una tournée in Giappone in grado di travalicare l’aspetto meramente sportivo.

Fattore Ishikawa si metterà alla prova in altri lidi dopo una stagione complessa, in cui un infortunio maturato a Padova ne ha condizionato la seconda parte di annata. Ma il martello ha avuto comunque la forza di tornare in campo e mettersi a disposizione di coach Lorenzetti sia in finale scudetto che alla Final Four di Torino. 

I ricordi Ma è stato nel primo dei due anni vissuti a Perugia che Ishikawa ha fatto le cose migliori a livello individuale: su tutte, le prestazioni alla Final Four di Champions League di Lodz, quella cha ha regalato alla Sir Sicoma Monini la prima Champions League della storia. Diciannove i punti realizzati in semifinale contro Ankara. Venti in finale contro lo Zawiercie. Un fattore. Il punto più alto, probabilmente, della sua esperienza in bianconero che Ishikawa ricorda cosi: «La Champions dell’anno scorso è il ricordo più bello insieme all’affetto che ci hanno sempre manifestato i nostri tifosi – confida -. Ho imparato tante cose importanti in questi due anni, anche perché abbiamo vinto tanto. Ho vissuto esperienze bellissime che mi hanno fatto crescere tanto. Anche livello tecnico». – rivela -.

Ishikawa è ora pronto ad una nuova avventura. Dopo due anni in maglia bianconera vissuti con passione e a suon di vittorie.

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