di Mauro Agostini
Di Emma Bonino, già nelle prime espressioni di cordoglio, viene soprattutto ricordato il suo profilo di dirigente politico della iniziativa e della battaglia sui diritti civili. Qualcosa che ha segnato in modo indelebile decenni della vita pubblica nazionale. Ma Emma è stata anche una importantissima donna di governo, prima come ministro del Commercio Internazionale e poi come ministro degli Esteri. Proprio al Commercio Internazionale ho avuto l’onore, e aggiungo un piacere autentico, di lavorare con lei per due anni come sottosegretario di Stato. In un rapporto, tra due persone che pure non si erano mai prima incontrate, di totale fiducia e considerazione reciproca, qualità assai rare nel mondo politico.
È MORTA EMMA BONINO: UNA VITA PER DIRITTI E LIBERTÀ
Competente, curiosa, pronta a approfondire ogni questione le venisse sottoposta riuscì a fare di quel Ministero un punto di riferimento importante a livello nazionale e internazionale. Le deleghe molto rilevanti e impegnative che aveva voluto assegnarmi facevano sì che il nostro confronto fosse continuo. Ricordo anche le lunghe conversazioni sempre stimolanti durante le numerose missioni in giro per il mondo. Emma mi ha regalato una delle più belle esperienze di lavoro. Ricordo ancora con emozione le parole che mi rivolse il giorno che entrai nel suo ufficio per comunicarle che di lì a breve mi sarei dimesso perché Walter Veltroni mi chiamava come tesoriere nazionale alla costruzione del Pd. Uno di quei pochissimi colloqui che ti restano addosso per sempre. Emma ci mancherai e ti ricorderemo.
