Foto dalla pagina Facebook di Emma Bonino https://www.facebook.com/EmmaBoninoOfficial?locale=it_IT

E’ morta Emma Bonino. La storica leader del movimento radicale, da alcuni giorni ricoverata a seguito di una crisi respiratoria, si è spenta all’età di 78 anni.

«Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera», scrive Più Europa in un post sui social.

Emma Bonino, membro del Partito Radicale dal 1975, è stata più volte deputata alla Camera, deputata al Parlamento europeo e commissaria europea. La sua lunga attività politica è stata caratterizzata dall’impegno per i diritti civili e umani e da numerose battaglie, tra cui quelle per la legalizzazione dell’aborto e contro l’aborto clandestino, contro il nucleare, per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo. È stata inoltre protagonista di importanti campagne internazionali per la tutela dei diritti umani e la giustizia internazionale. Nel 2008 è stata eletta senatrice e ha ricoperto la carica di vicepresidente del Senato. Dal 2013 al 2014 è stata ministra degli Affari esteri nel governo Letta. Alle elezioni politiche del 2018 è stata eletta nuovamente al Senato nella lista +Europa, in coalizione con il centrosinistra, e ha concluso il suo mandato nel 2022.

In queste ore, cordoglio unanime del mondo della politica. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la ricorda così in un post social: «Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio».

Dall’Umbria, la presidente della Regione, Stefania Proietti, e la giunta regionale: «Con Emma Bonino scompare una figura che ha attraversato una parte importante della storia della Repubblica, portando avanti con determinazione l’impegno per i diritti, le libertà individuali e la dignità delle persone», si legge in una nota che poi riprende: «Anche nel confronto più acceso, Emma Bonino ha rappresentato una voce riconoscibile e autonoma, sostenendo le proprie convinzioni con tenacia e assumendosi sempre la responsabilità delle proprie battaglie. La sua scomparsa lascia un segno nella vita pubblica del nostro Paese e dell’Europa».

«Una donna combattiva e battagliera, una pioniera in tante battaglie che ha vinto
e che hanno cambiato la storia d’Italia – così in una nota la presidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi. Una donna che vedeva la politica come battaglia civile, le Istituzioni come servizio mai come fine, ma sempre come mezzo per migliorare la vita delle persone e garantirne libertà e diritti. La sua assenza – continua la nota – lascerà, senza dubbio, un vuoto difficile da colmare nella convinzione che la strada
per la conquista dei diritti, aperta dalla Bonino, dovrà essere portata avanti con la stessa forza».

«Radicale nel senso più autentico del termine, Bonino ha attraversato la politica italiana ed europea senza mai piegare le proprie convinzioni alle convenienze del momento – ricorda il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) –  pagando spesso il prezzo di questa intransigenza. Ha affrontato con la stessa franchezza le battaglie referendarie degli anni ’70 e la malattia degli ultimi anni, senza mai nascondersi e senza mai smettere di essere presente nel dibattito pubblico. Come Umbria Civica pur muovendoci in un contesto
amministrativo lontano dai palazzi romani ed europei che Bonino ha frequentato, ci riconosciamo in quella stessa idea di politica intesa come servizio e come battaglia di principio, prima ancora che come mestiere».