«Ci sono notizie che non si vorrebbero mai ricevere. Notizie che arrivano e, per qualche istante, lasciano senza parole, perché nessuna frase sembra davvero capace di raccontare quello che si prova. Ieri, 10 settembre, alle 23.15, è arrivata quella telefonata che avrei voluto non ricevere mai. È stata tua nipote Francesca a comunicarmi che non c’eri più», così Laurent De Bai ricorda il giornalista Fausto Belia. I funerali si terranno domani 12 settembre alle 11 a Bastia.
«Il nostro Fausto. Il mio amico fraterno. Avevi 75 anni e ci hai lasciati dopo aver affrontato, con la dignità e il coraggio che ti hanno sempre contraddistinto, una breve ma implacabile malattia. Eri un uomo tutto d’un pezzo, Fausto. Sapevamo quanto fosse difficile la battaglia che stavi combattendo, eppure davanti alla morte di una persona alla quale si vuole veramente bene non si è mai preparati. Oggi resta il dolore. Resta il silenzio. Resta soprattutto quel vuoto difficile da spiegare che lascia la perdita di un amico vero. Con te se ne va anche una figura importante del giornalismo e della comunicazione istituzionale dell’Umbria».
«Professionista competente, rigoroso e stimato, nel corso della tua lunga carriera sei stato capo servizio dell’Ansa in Umbria, corrispondente dell’Ansa da Parigi e, negli anni Ottanta, hai lavorato presso l’Ufficio Stampa della Regione Umbria. Hai attraversato stagioni diverse del giornalismo mantenendo sempre lo stesso stile: serietà, equilibrio, curiosità e rispetto per la notizia e per le persone. E poi c’era lo sport, una delle tue grandi passioni. Lo conoscevi, lo raccontavi, lo vivevi. Quella competenza ti portò anche a vivere una delle esperienze più importanti per un giornalista sportivo: le Olimpiadi di Sydney, che seguisti come inviato dell’Ansa».
«Molti umbri ti ricorderanno anche per gli anni degli inizi a UmbriaTv, quando l’emittente aveva ancora sede in piazza Danti. Era un altro tempo, un altro modo di fare televisione e giornalismo. Ma già allora avevi quella passione, quella curiosità e quel rigore professionale che ti avrebbero accompagnato per tutta la vita. Questa è la storia del professionista. Ma oggi io non voglio salutare soltanto il giornalista Fausto Belia. Voglio salutare Fausto, l’uomo, l’amico e, per me, anche un maestro».
«Perché gli incarichi, Parigi, l’Ansa, le Olimpiadi e la televisione raccontano la tua carriera. Ma non possono raccontare fino in fondo quello che sei stato per me. Se oggi sono il professionista e il giornalista che sono, una parte importante del merito è tua, Fausto. Mi hai insegnato tanto. Non soltanto come si fa questo mestiere, ma soprattutto come si deve essere giornalisti. Mi hai insegnato che dietro una notizia ci sono sempre delle persone. Che la credibilità si costruisce giorno dopo giorno. Che essere giornalisti significa avere curiosità, rigore, responsabilità, rispetto e umiltà. Molte delle cose che oggi fanno parte del mio modo di lavorare portano qualcosa dei tuoi insegnamenti. E di questo ti sarò grato per tutta la vita».
Si unisce al cordoglio anche l’ordine dei giornalisti dell’Umbria: «Ricorderemo sempre la sua grande passione per il giornalismo, il garbo, la disponibilità verso i colleghi e lo stile con cui ha sempre svolto il suo lavoro», scrivono in una nota.
«Apprendiamo con particolare dispiacere della scomparsa di Fausto Belia, già caposervizio dell’Ansa di Perugia e che per anni ha fatto parte dell’ufficio stampa della giunta regionale. Viene meno un professionista di particolare competenza nel panorama giornalistico umbro che ha contribuito negli anni a portare le notizie dell’Umbria e anche di questa amministrazione all’ attenzione delle redazioni nazionali», il ricordo della giunta regionale, unitamente all’ufficio stampa e alla portavoce.
«Belia ha raccontato per decenni l’Umbria e il mondo con professionalità, rigore e passione, mantenendo sempre un forte legame con il territorio e con la comunità giornalistica regionale – si legge nel comunicato dell’amministrazione comunale di Perugia e dell’ufficio stampa del Comune -. Una figura che sarà ricordata anche per il garbo, la disponibilità e l’attenzione verso i colleghi».
Il senatore del Pd, Walter Verini, lo ricorda come «giornalista di razza, ma anche intrattenitore. Non eravamo in “America Graffiti” e tu non eri Lupo Solitario – scrive in un post social -, ma quante erano belle le mattine della domenica con le tue rassegne stampa e le tue proposte musicali. Che sceglievi, ma che spesso lanciavi su richiesta degli ascoltatori, tra i quali non mancavano mai sindaci e presidenti di Regione».
«Un caro collega, un amico di quelli che si frequentano poco perché la contingenza del nostro lavoro così decide ma di quelli con cui in passato si è lavorato fianco a fianco, scoprendo l’uomo e i suoi valori, la scorza del professionista di altissimo livello, l’equilibrio, il rigore ma anche l’umanità e la generosità», il ricordo di Ussi Umbria.
“Un uomo animato da rettitudine nella professione, da un senso della notizia che in pochi hanno e da una straordinaria generosità nelle relazioni umane”, è il ricordo di padre Enzo Fortunato direttore editoriale della rivista Piazza San Pietro: “È così che vorrei ricordare un amico, un fratello giornalista, una persona capace di lasciare un segno profondo in chi ha avuto la fortuna di incontrarlo. A lui, personalmente e comunitariamente, dobbiamo molto: per la sua passione, la sua lealtà, la sua umanità e per quel modo autentico e discreto di esserci, sempre. Fausto Belia è stato un esempio da seguire, un maestro a cui ispirarsi, ma soprattutto un amico vero, di quelli che entrano nella tua vita e vi lasciano un’impronta che il tempo non può cancellare. Ci mancherai, amico mio. Ciao Fausto, e grazie di tutto”.


