L’ex sindaco di Norcia Nicola Alemanno non ha responsabilità penali per la costruzione del PalaBoeri e di Casa Ancarano. Lo ha deciso venerdì pomeriggio la Corte d’Appello di Perugia (presidente Micheli) con due distinte sentenze. «Sono sollevato, ma quanta amarezza», ha commentato a Umbria24 l’ex primo cittadino, che invece per la vicenda della casetta della Pro loco di Norcia è stato condannato per falso e abuso d’ufficio, quest’ultimo reato poi abrogato con conseguente assoluzione, ma che in applicazione alla legge Severino gli è costato la sospensione di sindaco. Più recentemente Alemanno è stato anche assolto in primo grado per l’inchiesta della Bcc.
Per la struttura più celebre del post sisma umbro, realizzata coi fondi raccolti per i terremotati da TgLa7 e Corriere della Sera, Alemanno era stato assolto in primo grado già dal tribunale di Spoleto (idem l’architetto Stefano Boeri), ma la Procura aveva impugnato la sentenza. In Corte d’appello il sostituto procuratore generale Vincenzo Ferrigno ha chiesto l’accoglimento dell’appello e in subordine la prescrizione, ma il collegio ha deciso per il respingimento del ricorso. Assoluzione confermata.
Gli stessi giudici di secondo grado, poi, hanno ribaltato la sentenza di Casa Ancarano, che ad Alemanno nel 2022 era costata la condanna a un anno e tre mesi per violazione del Testo unico dell’edilizia. I reati nel frattempo si sono prescritti ed è questa la pronuncia che Ferrigno ha sollecitato. Anche in questo caso la Corte d’Appello di Perugia, riformando la pronuncia di primo grado, ha deciso per l’assoluzione di Alemanno e delle altre due persone che con lui in primo grado erano state condannate, ossia Venanzo Santucci, all’epoca presidente della Pro loco di Ancarano e quindi committente dei lavori, e Riccardo Tacconi, direttore dei lavori, entrambi difesi dal prof David Brunelli.
Raggiunti telefonicamente i difensori dell’ex sindaco di Norcia, gli avvocati Luisa Di Curzio e Massimo Marcucci, si sono limitati a esprimere «grande soddisfazione per le decisioni della Corte d’appello di Perugia, anche alla luce dell’enorme lavoro svolto in questi anni». Alemanno, invece, dopo la doppia pronuncia ha detto: «Mi sento sicuramente più leggero, anche se è tanta l’amarezza per tutto ciò che è stato e per il deserto che ho attraversato. Spero solo – ha detto – che una vicenda come la mia possa servire affinché altri non siano costretti a viverla, perché ciò che mi è accaduto sarebbe già di per sé complesso per un amministratore che opera in condizioni ordinarie, ma è terribile se si pensa che le contestazioni sono intervenute per le decisioni assunte da sindaco mentre lottavo per far rinascere una comunità».
