Centro polivalente sequestrato - foto novembre 2016

di Chiara Fabrizi

Condannato a un anno e tre mesi il sindaco di Norcia Nicola Alemanno insieme ad altre due persone per la vicenda di Casa Ancarano, ovvero il centro polivalente della frazione di Norcia sequestrato più di tre anni fa. A emettere la sentenza è stato il tribunale di Spoleto che ha anche comminato un’ammenda di 60 mila euro a ciascuno dei tre imputati: con il primo cittadino sono stati condannati Venanzo Santucci, presidente della Pro loco di Ancarano e quindi committente dei lavori, e Riccardo Tacconi, direttore dei lavori.

«Casa Ancarano va demolita» Il giudice che ha pronunciato la decisione, inoltre, ha anche ordinato la demolizione della parte di struttura realizzata prima che intervenisse il sequestro a inizio 2018, poi confermato dal tribunale del Riesame. La sentenza, con cui sono state accolte le richieste del pm Patrizia Mattei, è particolarmente rilevante perché è la prima delle tre attese con contestazioni del tutto analoghe, legate a violazioni del Testo unico dell’edilizia: oltre a Casa Ancarano è in corso sia il processo a carico del solo Alemanno per il Pala Boeri che l’altro a carico di otto persone, compreso il sindaco, per la sede della Pro loco di Norcia. La Procura di Spoleto per Casa Ancarano, come per gli altri, ha contestato ad Alemanno di aver derogato con «l’ordinanza sindacale 762 del primo agosto 2017 al necessario titolo abilitativo in zona sottoposta a vincolo, nella specie costituito dal permesso a costruire».

Deroghe per opere temporanee Secondo i magistrati, guidati dal procuratore capo Alessandro Cannevale, si è proceduto all’avvio dei lavori «in assenza dei presupposti di deroga stabiliti dalle ordinanza di Protezione civile 388, 389 e 394 seppur citati nelle ordinanze», ovvero operazioni di soccorso, messa in sicurezza dei beni danneggiati, allestimento di strutture temporanee di ricovero per l’assistenza alla popolazione nonché per l’esecuzione di strutture temporanee per assicurare la continuità dei servizi pubblici (municipi, scuole, sedi delle forze dell’ordine, strutture sanitarie) e del culto. Nel mirino anche la temporaneità dell’opera che per la Procura di Spoleto è per «natura e finalità permanente».

Difese pronte all’appello L’avvocato David Brunelli che assiste Santucci e Tacconi in attesa di leggere le motivazioni della sentenza ha già annunciato che impugnerà la decisione. «Si tratta di una decisione che reputo in contrasto non solo con il diritto ma soprattutto con la giustizia» si legge in una nota dello studio Brunelli, secondo cui «la popolazione di Ancarano attendeva da anni che qualcuno potesse restituirle la speranza di una ripresa di vita in quei territori martoriati, la prospettiva di una ricostruzione non solo fisica ma anche morale e psicologica del tessuto sociale e umano. Ebbene questa attesa è rimasta profondamente delusa. Imputati che hanno agito per il bene comune, che con entusiasmo e coraggio si sono dati da fare per mantenere viva una base minima da cui ripartire, sono stati ripagati con un trattamento alla stregua di delinquenti che deliberatamente infrangono la legge e condannati al carcere. Non appena avremo letto le motivazioni della sentenza proporremo appello, stavolta confidando che una soluzione equa della vicenda possa essere finalmente raggiunta, che la giustizia e il buon senso possano andare di pari passo con il diritto».

Opposizione chiede dimissioni di Alemanno Malgrado i tentativi, invece, non è stato possibile parlare coi difensori del sindaco, gli avvocati Luisa Di Curzio e Massimo Marcucci, con quest’ultimo che aveva chiesto un rinvio dell’udienza per motivi personali, respinta con l’opposizione della Procura. In compenso, però, a parlare è il gruppo di opposizione Noi per Norcia, che chiedono «se Alemanno alla luce della condanna di Casa Ancarano conta di dimettersi o di attendere ancora». In una nota il gruppo guidato da Giampietro Angelini evidenzia di non aver mai voluto commentare le tante vicende giudiziarie del sindaco Alemanno, ma questa è una sentenza non più una ipotesi ed è la prima di tante che arriveranno nei prossimi mesi. Non siamo noi a dover consigliare Alemanno, ma – è la domanda dell’opposizione – non è il caso che si dimetta prima di continuare a fare ulteriori danni alla città e a se stesso?».

Gasparri: «Sentenza stupefacente» Sulla vicenda è intervenuto il senatore Maurizio Gasparri, che è responsabile degli enti locali di Forza Italia, partito di Alemanno: «Voglio esprimere piena e totale solidarietà al sindaco di Norcia Nicola Alemanno, un uomo valoroso che da anni fronteggia le conseguenze delle tragiche ondate sismiche che hanno colpito la sua comunità. La condanna che ha riportato è veramente stupefacente. Come stanno dicendo molti avvocati non c’erano le premesse per una decisione di questo tipo. Siamo veramente all’assurdo. Chi si prodiga per la propria popolazione viene condannato, chi latita di fronte alle esigenze dei cittadini viene invece premiato. Alemanno deve andare avanti con tutto il nostro sostegno, il nostro affetto e la nostra solidarietà. Chi ha emesso questa sentenza probabilmente avrà notti insonni nella consapevolezza dell’errore commesso».

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