di Enzo Beretta
Fissata al 1° luglio, davanti al giudice Valeria Casciello, l’udienza preliminare nella quale due fratelli di Nardò di 37 e 44 anni e un cuoco di Gualdo Tadino, 37, sono accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane stuprata e picchiata durante la notte tra il 4 e il 5 settembre in piazza Quaranta Martiri a Gubbio. Secondo la ricostruzione della Procura – contenuta nella richiesta di giudizio immediato – la persona offesa è stata «spinta con forza contro un’auto», quindi «baciata con irruenza» mentre le veniva «alzata la maglietta» e «leccato il seno». «Per annullarne la resistenza la donna è stata anche colpita con uno schiaffo – scrive il pm -. Le sono stati abbassati i pantaloni e le mutandine».
Tutti e tre vengono accusati anche di aver tentato di rapinare soldi all’amico della vittima. Secondo la ricostruzione, durante la violenza, alla donna è stata «chiusa la bocca per non farla urlare e impedirle di chiedere aiuto». All’amico che voleva «difendere» la vittima – picchiato con «calci e pugni anche quando era ormai a terra» – gli sarebbe pure stato gridato di «andare via altrimenti lo avrebbero ammazzato di botte». L’azione – si legge negli atti giudiziari – è finita «quando sopraggiungevano altre persone e i tre si allontanavano».
Questa mattina l’avvocato Ubaldo Minelli ha chiesto e ottenuto dal tribunale del Riesame (giudici Alberto Avenoso, Elisabetta Massini e Piercarlo Frabotta) gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per uno degli indagati, il 44enne di origini pugliesi. Gli altri due sono ancora in carcere.

