di Chiara Fabrizi
Nicola Alemanno è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio perché il fatto non costituisce reato, mentre gli è stata rideterminata in otto mesi (pena sospesa) la condanna per il falso.
Questa la sentenza con cui la Corte d’Appello di Perugia ha riformato la pronuncia emessa il 23 maggio scorso dal collegio penale tribunale di Spoleto sulla vicenda della casetta della Pro loco, costata ad Alemanno la sospensione dalla carica elettiva di sindaco di Norcia in applicazione della legge Severino, che così prevede nel caso un primo cittadino venga condannato anche in via non definitiva per il reato di abuso d’ufficio. Assolto anche il committente dell’opera, ovvero il presidente della Pro loco Domenico Rossi, che in primo grado era stato condannato a un anno per abuso d’ufficio.
La parziale riforma della sentenza del tribunale di Spoleto era attesa considerando che è stata la stessa procura generale di Perugia a chiederla limitatamente all’abuso di ufficio. I giudici di secondo grado hanno anche revocato sia l’interdizione dei pubblici uffici, che pure era stata decisa dal tribunale di Spoleto, sia la confisca dell’opera.
Alemanno, dunque, sarebbe potuto tornare sindaco di Norcia nel giro di poche ore, ma questo non accadrà, perché alla vigilia della sentenza sette consiglieri di maggioranza e opposizione hanno rassegnato le dimissioni facendo di fatto scattare il commissariamento del Comune terremotato, che comunque andrà al voto il prossimo 8 e 9 giugno. Tra i candidati sindaco c’è anche Alemanno, oltre a Giuliano Boccanera, Francesco Filippi e Cristina Sensi.
