di Chiara Fabrizi
Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, sarà sospeso dalle sue funzioni dopo la condanna di primo grado a un anno e dieci mesi emessa pochi giorni fa dal collegio penale del tribunale di Spoleto in relazione alla casetta post sisma autorizzata per dare una sede alla Pro loco e all’infopoint turistico.
Sindaco di Norcia condannato Sì, perché la legge Severino all’articolo 11 dispone prevede la sospensione del sindaco (e altre cariche elettive) in caso di condanna anche non definitiva per il reato di abuso d’ufficio, ovvero uno dei due reati, l’altro è il falso, per i quali Alemanno è stato condannato dai giudici di Spoleto. Il provvedimento della sospensione, stando alla norma, avrebbe una durata di 18 mesi e nel caso di Alemanno sancirebbe la fine del suo mandato, che sarebbe arrivato a scadenza naturale nella primavera 2024.
Alemanno rischia la sospensione Il dispositivo letto in aula dai giudici, che depositeranno le motivazioni entro 90 giorni, prevedeva la trasmissione della sentenza soltanto al Comune di Norcia e alla Regione Umbria. Tuttavia, viene confermato da fonti dirette e autorevoli, la Prefettura di Perugia sta acquisendo la documentazione dal tribunale di Spoleto al fine di procedere all’emissione del provvedimento conseguente.
Funzioni al vicesindaco Ad assolvere alle funzioni, questo è previsto, sarà il vicesindaco, ovvero Giuliano Boccanera. Sulla vicenda si è mosso anche il gruppo di opposizione Noi per Norcia che, con un post sui social, ha annunciato «di aver scritto al tribunale di Spoleto e al prefetto di Perugia (Armando Gradone, ndr) per accelerare le procedure previste dalla Severino».
Alemanno: «Amarezza infinita» Per tutta la giornata di venerdì il Alemanno non ha voluto commentare le ripercussioni della condanna salvo poi a fine giornata dichiarare con una nota stampa che «terminati tutti gli accertamenti necessari il sindaco prende atto della situazione» e aggiungendo: «La nostra amministrazione va avanti, a guidarla resterà il vice sindaco Giuliano Boccanera, almeno fin quando non riuscirò ad avere la sentenza d’appello su cui chiederemo che venga adottata ogni possibile urgenza». In particolare, Alemanno ha poi detto che «mai avrebbe immaginato un simile trattamento», aggiungendo: «Tutto il mio operato in questi lunghi anni post sisma è stato improntato solo ed esclusivamente al bene della mia comunità che amo e rispetto. Mai, ripeto mai, ho agito per perseguire interessi personali». Enorme la delusione: «Provo un’amarezza infinita – ha spiegato ancora Alemanno – un senso di ingiustizia che non potrà mai essere ripagato da nessuna assoluzione in qualunque grado di giudizio».
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