di Chiara Fabrizi
L’ex sindaco di Norcia Nicola Alemanno torna davanti ai giudici. Fissato per metà giugno l’appello del processo per il PalaBoeri: la Procura di Spoleto ha infatti impugnato, ormai da tempo, la sentenza del giugno 2023 con cui il tribunale di Spoleto ha assolto l’ex primo cittadino dall’accusa di falsità ideologica, dichiarando prescritti gli altri reati. Lo stesso giorno, comunque, Alemanno comparirà in Corte d’Appello anche per un altro processo, quello scaturito dalla costruzione di Casa Ancarano, che gli è invece costato la condanna a un anno e tre mesi: in questo caso a impugnare la sentenza del tribunale di Spoleto è stata naturalmente la difesa dell’ex sindaco, rappresentata dagli avvocati Luisa Di Curzio e Massimo Marcucci.
Nell’appello del PalaBoeri, la Procura di Spoleto insiste sui «plurimi profili di illegittimità dell’ordinanza sindacale 347 del 2017», ossia il provvedimento con cui Alemanno da sindaco e in piena emergenza terremoto ha autorizzato il PalaBoeri, che vengono definiti «macroscopici e palesi», oltreché «omessi in sentenza». La pronuncia del tribunale di Spoleto viene quindi bollata come «illegittima, illogica, carente e parziale nell’esame delle risultanze probatorio», motivo per cui se ne chiede la riforma.
Al centro del processo c’è la temporaneità del PalaBoeri, tanto che «l’erronea interpretazione» della tipologia di struttura realizzata rappresenta il secondo motivo dell’appello. Sul punto la Procura sottolinea come «il connotato di temporaneità» del PalaBoeri non solo sia «improvvisamente comparso dal nulla nel testo dell’ordinanza» di Alemanno, ma «non sia rispondente al vero per caratteristiche dell’opera, delle urbanizzazioni, dei documenti di accettazione della donazione e della procedura di realizzazione, nei quali si dava atto esplicitamente della stabilità e permanenza del manufatto»
La Procura di Spoleto nell’impugnazione, poi, rileva anche «l’erronea e parziale valutazione delle dichiarazioni dei testimoni del processo in senso favorevole all’imputato» e pure «l’assenza di coordinamento tra le motivazioni favorevoli al riconoscimento della legittimità dell’ordinanza sindacale del PalaBoeri e il dispositivo della sentenza che dichiara prescritti i reati» minori. Infine, tra i motivi dell’appello anche «l’erroneo calcolo del termine di prescrizione», perché «la sentenza non ha considerato i periodi di sospensione concessi dal gup», col risultato che per la Procura al giugno 2023 i reati minori non erano prescritti.
In questo quadro, dunque, Ferrigno chiede di riconoscere la responsabilità penale dell’ex sindaco di Norcia e di condannarlo alla pena che sarà chiesta dal Procuratore generale in udienza, con conseguente decisione in ordine alla «demolizione dell’opera e al ripristino dello status quo ante, alla confisca o ad altri provvedimenti che la Corte d’Appello di Perugia riterrà applicabili sul PalaBoeri».
