Centro polivalente Boeri di Norcia sequestrato (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Assolto Stefano Boeri, perché il fatto non costituisce reato, e rinviato a giudizio il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. Questa la decisione del gup del tribunale di Spoleto, Federica Fortunati, sul Centro polivalente di Norcia realizzato con la raccolta fondi ‘Un aiuto subito’ promossa dal Corriere della Sera e da Tg La7 su cui nel marzo 2018 è scattato il sequestro.

Procura valuta appello La procura di Spoleto valuterà «se presentare appello» per l’assoluzione dell’archistar dopo avere letto le motivazioni del gup che saranno depositate entro 90 giorni. A dirlo è il procuratore capo di Spoleto, Alessandro Cannevale, evidenziando che la formula dell’assoluzione «”perché il fatto non costituisce reato” è notoriamente legata alla carenza dell’elemento soggettivo del reato. Com’è altrettanto noto, il giudice valuta la sussistenza o l’insussistenza dell’elemento soggettivo del reato, nel caso di specie la colpa, una volta che ne abbia riconosciuto l’elemento materiale. Il dispositivo della sentenza lascia quindi desumere che il giudice abbia ritenuto sussistenti i reati urbanistici e paesaggistici legati alla realizzazione della ‘sala Boeri‘ ma esente da colpa il direttore dei lavori».

Boeri prosciolto Per Boeri, che difeso dagli avvocati Arata e Cerami ha scelto il rito abbreviato, il pm Patrizia Mattei aveva chiesto la condanna a un anno, ma il gup ha deciso per il proscioglimento. «Sono felice per questa sentenza di piena assoluzione» ha detto Boeri, aggiungendo che «impegnarsi per un’architettura al servizio delle situazioni di emergenza rappresenta il valore più profondo della nostra professione. Adesso il mio unico desiderio – ha concluso l’archistar – è che il Padiglione temporaneo realizzato a Norcia venga presto restituito alla cittadinanza».

Sindaco a processo Rappresentato dagli avvocati Luisa Di Curzio e Massimo Marcucci, invece, il sindaco ha optato per il rito ordinario e davanti al giudice dovrà rispondere di falso «per aver – secondo la procura di Spoleto – attestato nell’ordinanza 347 del 4 marzo 2017 che trattasi di “struttura temporanea per le esigenze pubbliche della popolazione” ed ancora che l’installazione della stessa era “temporanea per tutto il periodo connesso allo stato di emergenza”, mentre sia nel testo dello schema di convenzione stipulato col comitato donatore, sia nella delibera di giunta 19 del 28 febbraio 2017, l’opera era ripetutamente qualificata come struttura permanente polivalente, denominazione questa conforme alla struttura e alle sue caratteristiche tecniche e alla destinazione dell’opera».

Alemanno «sereno» A parlare anche il sindaco secondo cui «l’assoluzione dell’architetto Stefano Boeri va salutata con grande soddisfazione perché sta a testimoniare come la realizzazione del centro polivalente ‘Norcia 4.0’ abbia rispettato le leggi vigenti». Alemanno ha poi aggiunto: «Affronterò il processo con la serenità con cui autorizzai la costruzione del centro polivalente, essendo ben consapevole dell’importanza strategica che avrebbe avuto nella ripresa della vita quotidiana di un’intera comunità sconvolta dagli eventi sismici. L’assoluzione dell’architetto Boeri – ha concluso il sindaco di Norcia – mi induce ad avere ancora più fiducia in un esito positivo della vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto sia in questo procedimento, che nel caso analogo di Casa Ancarano».

Le accuse Alemanno deve anche difendersi dall’accusa di abuso edilizio per aver «realizzato l’opera in assenza della necessaria e preventiva valutazione di incidenza ambientale, del nulla osta dell’ente Parco e del necessario permesso a costruire», oltreché della violazione Codice dei beni culturali e del paesaggio sia perché la procura ha rilevato che il PalaBoeri è stato realizzato all’interno della cosiddetta «fascia di rispetto dei corsi d’acqua, trattandosi di area collocata a meno di 150 metri dal torrente Torbidone», riaffiorato dopo il sisma del 30 ottobre 2016, sia perché «ricadente nella zona B di protezione del Parco dei Sibillini».

@chilodice

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