di Chiara Fabrizi
Nicola Alemanno ha impugnato il decreto con cui il prefetto Armando Gradone lo ha sospeso dalle funzioni di sindaco per 18 mesi a seguito della condanna riportata anche per il reato di abuso d’ufficio in relazione alla vicenda della casetta post sisma autorizzata da Alemanno per dare una sede alla Pro loco di Norcia. Il Comune di Norcia dallo scorso 29 maggio è amministrato dal vicesindaco Giuliano Boccanera.
Contestato l’iter seguito dal prefetto Il ricorso urgente è stato depositato venerdì mattina in tribunale a Spoleto dall’avvocato Massimo Marcucci, che ha chiesto l’annullamento del decreto, sollevando una serie di presunte violazioni anche relative alle modalità di adozione del provvedimento. Nell 25 pagine di cui si compone l’impugnazione, Marcucci sostiene che Gradone prima di procedere alla sospensione di Alemanno avrebbe dovuto attendere le motivazioni della sentenza di condanna, che saranno depositate al massimo entro il 23 agosto. In questo senso, il difensore del primo cittadino considera illegittimo il decreto del 29 maggio scorso firmato sulla scorta del dispositivo della sentenza letto in aula dal collegio penale del tribunale di Spoleto. Al prefetto, inoltre, viene contesta anche la mancata comunicazione di avvio del procedimento a carico di Alemanno.
Sollevata questione di legittimità costituzionale Marcucci, poi, col ricorso, solleva anche la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 10 e 11 della legge Severino nella parte in cui prevedono, per l’appunto, la sospensione del sindaco anche in caso di condanna non definitiva, com’è il caso di Alemanno. La difesa di Alemanno, infatti, ritiene che la legge Severino ecceda la legge delega, che disciplina solo la sospensione in caso di condanna definitiva, e in questo senso violerebbe gli articoli 76 e 77 della Costituzione.
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