di Chiara Fabrizi

L’ex sindaco di Norcia Nicola Alemanno è stato assolto con formula piena dall’accusa di corruzione e peculato nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti con la Banca di credito cooperativo di Spello e Bettona, in relazione all’installazione di un prefabbricato a uso filiale per l’istituto di credito durante l’emergenza terremoto e alla successiva aggiudicazione in favore della stessa Bcc del servizio di tesoreria del Comune di Norcia. Assolti perché il fatto non sussiste anche gli altri tre imputati del processo, ovvero Maurizio Del Savio, all’epoca dei fatti direttore generale dell’istituto di credito, il suo vice Maurizio Carnevale e la responsabile dell’area economica e finanziaria del Comune di Norcia, Loretta Marucci.

A carico dell’ex sindaco di Norcia la Procura di Spoleto, che sul caso indagato coi pm Patrizia Mattei e Michela Petrini, meno di un mese fa aveva chiesto la condanna a 4 anni e 9 mesi anche per turbata libertà degli incanti e falso; per Del Savio era stata sollecitata una condanna a 4 anni; per Marucci a 1 anno; e per Carnevale a 6 mesi. La ricostruzione dell’accusa non ha però retto in sede dibattimentale, spingendo il collegio penale del tribunale di Spoleto (presidente Massini) a decidere per l’assoluzione piena dei quattro.

Dopo la lettura del dispositivo, cui seguiranno le motivazioni della sentenza entro 90 giorni, Alemanno si è commosso in aula per poi limitarsi a dire: «È finita anche questa. Nessuna parola e nessun commento, solo un’emozione fortissima». Al suo fianco l’avvocato Luisa Di Curzio, che dal 2019, quando è scattato a Norcia il blitz della Guardia di Finanza, difende Alemanno: «Il processo di primo grado – ha detto – si è aperto due anni fa, abbiamo sostenuto 22 udienze, ascoltato 32 testi dell’accusa, fronteggiato consulenti, ma alla fine siamo riusciti a smontare un impianto accusatorio molto articolato, costruito anche con intercettazione ambientali e telefoniche, e direi che possiamo ritenerci soddisfatti».

Con una nota stampa dallo studio Brunelli, che coi propri avvocati difendeva Del Savio, si dicono «profondamente soddisfatti che questa sentenza, lucida e serena, abbia finalmente posto fine a una vicenda lacerante, costruita su un castello di sabbia, che aveva coinvolto numerose persone». Sull’assoluzione anche l’avvocato Nicola Di Mario, che difendeva Marucci: il legale, alla luce della sentenza, evidenzia che i giudici hanno «ritenuto corretta, trasparente e imparziale l’azione amministrativa della mia cliente che, nell’esercizio delle sue funzioni pubbilicistiche, ha sempre formato atti ideologicamente conformi al vero».

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