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di Alice Sciri

«La sua vita girava intorno a sua figlia. Da quando è arrivata in Italia ha sempre lavorato, a lavoro è sempre stata apprezzata» e ancora «era altruista, amava la vita, voleva fare tantissime cose, si preoccupava per il futuro della figlia e voleva che studiasse». Queste le parole della sorella Fatiha El Afghani, giovedì sera in centro a Terni per la fiaccolata in ricordo della donna, morta mesi dopo la terribile aggressione da parte del marito su un autobus.

di Alice Sciri

Forte l’abbraccio della città alla famiglia della vittima, tanta la commozione, un dolore condiviso dall’intera comunità. Giovedì a Terni il sindaco Stefano Bandecchi ha proclamato lutto cittadino; lo stesso sindaco, nel pomeriggio, ha raggiunto la sorella di Fatiha per porgerle le condoglianze e manifestare la vicinanza dell’intera città.

Molto sentito il messaggio della sorella di Fatiha, che vuole essere anche un monito: «Le donne che denunciano devono essere protette e tutelate così che non succeda più a nessuno quello che è successo a mia sorella». Alla fiaccolata hanno partecipato anche i genitori di Ilaria Sula, uccisa dall’ex a Roma nel marzo 2025.