Un Piano casa per tutto il territorio, investimenti pubblici e servizi per chi vive a Gubbio tutto l’anno. È la richiesta di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, che venerdì hanno presentato al social housing Vivere Gubbio il report «Abitare a Gubbio – Analisi e proposte», realizzato per approfondire le criticità abitative del territorio.
«Non possiamo accettare un comune diviso in tre: un centro come cartolina e palcoscenico per turisti, una periferia con rischi di degrado e frazioni abbandonate», affermano i sindacati. «Il diritto ad abitare deve valere ovunque, dal centro a Padule, da Branca a Carbonesca, Colpalombo, Camporeg giano, Mocaiana, Burano, Scritto e Belvedere».
L’indagine, basata anche su dati demografici del 2021, stima che il 75-78 per cento delle famiglie sia proprietario dell’abitazione, mentre il 15-16 per cento vive in affitto. Le situazioni note di emergenza abitativa sono 135, quelle di povertà abitativa 235. «Tra i casi segnalati ci sono persone costrette a vivere in garage», riferiscono i promotori.
Nel centro storico, secondo il report, gli affitti turistici brevi sottraggono alloggi alla residenza. I sindacati stimano che il 25-30 per cento delle abitazioni sia destinato a questo mercato: un bilocale può rendere 900-1.500 euro al mese con locazioni turistiche, contro i 500-600 euro di un affitto lungo. La conseguenza, sostengono, è l’aumento dei canoni e l’uscita dal centro di residenti che non riescono più a sostenere i costi.
Nelle periferie il documento segnala edifici datati, spese energetiche elevate, barriere architettoniche e carenze nella manutenzione degli spazi pubblici. Nelle frazioni, invece, pesano l’isolamento degli anziani, le condizioni precarie di alcune abitazioni e le distanze dai servizi essenziali.
Le proposte comprendono un regolamento comunale per gli affitti brevi, con un limite di 90 giorni l’anno, un registro degli alloggi turistici e aree di tutela residenziale. Chiesti anche un censimento delle case sfitte, incentivi fiscali per gli affitti a canone concordato e uno sportello comunale dedicato. Per le periferie si propongono interventi di riqualificazione e manutenzione, accelerazione nell’assegnazione degli alloggi popolari e trasporto sociale. Per le frazioni, incentivi alle giovani coppie, alloggi protetti per anziani soli e servizi di prossimità.
«Non tutti i problemi possono essere affrontati dall’amministrazione comunale, ma intanto si deve partire e coinvolgere le istituzioni regionali e gli enti preposti», concludono i sindacati. «È necessario un Piano casa per tutto il territorio, che metta al centro le persone che a Gubbio vivono tutto l’anno».


