Il brutale agguato subito a bordo di un bus di linea a Stroncone, l’agonia per mesi, poi il decesso: è morta nella notte tra domenica e lunedì Fatiha El Afghani, la 44enne marocchina, presa a martellate dal marito nel maggio scorso e ridotta in condizioni disperate sin dal primo minuto.
Il coniuge, suo connazionale, in carcere da quando è stato fermato dopo pochi giorni di ricerche, verosimilmente trascorsi nel bosco, sarà processato a breve; a questo punto non più per tentato omicidio, ma per omicidio volontario aggravato. Non è escluso che, sulla salma, la Procura disponga autopsia. La donna non si era mai ripresa. Mohamed El Messaoudi, all’epoca dei fatti, era sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla donna per maltrattamenti; il braccialetto elettronico, tuttavia, non è bastato a evitare la furia violenta.
