La sede di Sviluppumbria

È il commercialista Paolo Chifari il nuovo amministratore unico di Sviluppumbria. A nominarlo all’unanimità è stata, mercoledì pomeriggio, l’assemblea dei soci della partecipata su proposta della presidente della Regione Stefania Proietti; palazzo Donini che detiene il 92 per cento delle quote mentre il resto è nelle mani di Provincia e Comune di Terni, Provincia di Perugia, Camera di commercio e i Comuni di Foligno, Umbertide, Città della Pieve, Castel Ritaldi, Montegabbione e Narni.

Chi è Il 51enne commercialista e revisore legale dei conti si è laureato in Economia e commercio all’Università di Perugia nel 2002, ed è iscritto all’Ordine dei commercialisti di Perugia dal 2007 e al Registro dei revisori legali sempre dal 2007. Ha maturato una lunga esperienza negli organismi di valutazione e negli organi di controllo di enti pubblici e società. È stato componente dell’Oiv del Comune di Perugia e presidente di quello dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche, oltre ad aver ricoperto incarichi presso il Comune di Terni e la Usl Umbria 1. È inoltre revisore dei conti e componente di collegi sindacali in diverse società ed enti e dal 2022 è iscritto all’elenco degli esperti per la composizione negoziata della crisi d’impresa. Il 51enne è figlio dell’ex consigliere comunale del Pd di Perugia (area Margherita) Antonino Chifari. A nome di tutta la giunta Proietti esprime «gli auguri di buon lavoro» e ha rivolto un «sentito ringraziamento al precedente amministratore unico professor Luca Ferrucci, per la preziosa attività svolta sin qui. Ora il testimone passa nelle mani di Paolo Chifari, che saprà dare continuità al positivo lavoro svolto».

L’avviso La partita per il nuovo amministratore unico è iniziata ad agosto dopo che, a fine luglio, Ferrucci si è dimesso a poco più di un anno dalla nomina. Un passo indietro fatto soprattutto per questioni economiche: il compenso dell’amministratore unico viene fissato dall’assemblea dei soci della partecipata e, attualmente, si attesta sui 1.400 euro. Il docente dell’Università di Perugia, come successo in altri casi simili, accettando l’incarico sperava nella concessione dell’aspettativa retribuita da parte dell’Università che però, complice anche un contestato parere dell’Avvocatura dello Stato, non è arrivata. Ecco perché Ferrucci ha lasciato la partecipata. Una ventina i curriculum arrivati sulla scrivania di Palazzo Donini: la procedura non prevedeva una graduatoria né una valutazione comparativa tra i candidati: la scelta, come avviene per altri ruoli apicali, è infatti carattere fiduciario e spetterà alla giunta, sulla base dei profili ritenuti idonei.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.