Ragioni strettamente personali e professionali. In sintesi sono queste le motivazioni con le quali, il professor Luca Ferrucci si è dimesso dall’incarico di amministratore unico di Sviluppumbria, la società in house della Regione che si occupa di promuovere lo sviluppo economico del territorio. La lettera, secondo quanto apprende Umbria24, è stata inviata nelle scorse ore ai vertici della Regione.
La lettera e il nodo emolumenti Nella missiva, secondo quanto filtra da Palazzo Donini, non si parla di visioni differenti o di scontri bensì di dimissioni sofferte e date con rammarico. Un peso decisivo sembra averlo avuto il fatto che, dopo la nomina, Ferrucci aveva cercato di ottenere una forma di aspettativa o comunque una soluzione che gli consentisse di dedicarsi all’incarico in Sviluppumbria mantenendo la propria posizione universitaria; soluzione che però, come avvenuto in passato anche quando Ferrucci era al vertice di Adisu, non si è concretizzata.
La nomina Ferrucci era stato nominato amministratore unico di Sviluppumbria nel maggio 2025 dall’assemblea dei soci, sulla base delle indicazioni della giunta regionale guidata da Stefania Proietti. L’incarico in precedenza era stato ricoperto da Michela Sciurpa. Per Palazzo Donini si apre ora in piena estate la partita per la nomina dei vertici di una delle partecipate chiave della galassia regionale.
Le opposizioni In una nota i consiglieri regionali di opposizione definiscono le dimissioni «l’ennesimo segnale di una gestione regionale sempre più segnata da difficoltà organizzative, tensioni interne e problemi nei rapporti tra vertici politici, struttura amministrativa e organismi strategici della Regione». Secondo i consiglieri, il caso si aggiunge alle recenti dimissioni del direttore regionale all’Ambiente Gianluca Paggi e del capo di gabinetto della presidente, oltre alle criticità segnalate nel comparto sanitario. A loro avviso, la successione di uscite dai ruoli apicali non può essere considerata una semplice coincidenza, ma impone una riflessione sul clima interno e sul metodo di governo della presidente Stefania Proietti.
Chiarimenti L’opposizione accusa la presidente di un eccessivo accentramento delle decisioni e sostiene che la situazione rischi di compromettere la capacità della Regione di programmare e rispondere alle esigenze di cittadini e imprese. Per questo chiede che Proietti chiarisca le ragioni delle numerose dimissioni e spieghi se siano dovute a scelte personali o rappresentino «il sintomo di una difficoltà politica e organizzativa più profonda».
