di Marta Rosati
A voler scherzare si potrebbe dire che Bandecchi è un politico che rispetta le promesse elettorali. In verità, non c’è proprio nulla da scherzare ma lo ricorderete ai microfoni di Umbria24 asserire che il suo miglior sport e passatempo è quello di ‘tirare cazzotti’. Fin qui non ci è riuscito forse solo perché le circostanze non lo hanno consentito: i suoi scatti d’ira consumatisi in ambienti pubblici, anzi istituzionali, hanno per fortuna incontrato sempre qualcuno pronto a evitare che la situazione degenerasse.
Bandecchi picchiatore Ma se questo è il sindaco di Terni sotto i riflettori, c’è da chiedersi cosa possa accadere lontano da occhi indiscreti. Chi era in aula lunedì mattina nel corso della seduta di consiglio comunale riferisce di avergli sentito dire «Voi non mi toccate che vi comando io». Questa la frase che il primo cittadino avrebbe pronunciato all’indirizzo degli agenti di polizia locale che lo fermavano mentre era pronto ad aggredire il consigliere di Fdi Marco Celestino Cecconi. Questo l’ultimo episodio che ha visto protagonista un sindaco che definire ‘sopra le righe’ è ormai veramente poca cosa. La sua violenza verbale, reiterata e gratutita, amplificata dall’eco del suo vice, Riccardo Corridore, è come fosse solo un sottofondo musicale a scene di un film western. Quella tensione costante, condita di minacce tutt’altro che velate, fa parte di ogni seduta di consiglio comunale sin dal principio. Ne sa qualcosa l’ormai ex segretaria generale dell’ente, Noemi Spagna Musso, sfiduciata e umiliata in aula per aver fatto il suo dovere sul caso dell’incompatibilità. Talvolta, come si è verificato il 28 agosto, in quella tesnsione si sfiora lo scontro violento.
Il primo cittadino ‘tira cazzotti’ La situazione è incresciosa. Dopo l’alterco con un dipendente comunale, il giornalista Gianluca Diamanti, anziché assumere toni più pacati, Bandecchi ha minacciato il segretario del Pd Pierluigi Spinelli di lanciargli contro un vaso proprio durante i lavori del consiglio comunale; in quella stessa seduta non ha risparmiato parole grosse all’indirizzo del proprietario della principale fabbrica della città e dell’Umbria (Acciai speciali Terni), Giovanni Arvedi. Ha promesso che avrebbe rovinato la vita a chi si era permesso di pulirsi le scarpe dentro la fontana di piazza Tacito, e per quello stesso monumento ipotizzato l’appostamento di cecchini pronti a sparare. Indimenticabili, almeno per gli addetti ai lavori, le intimidazioni rivolte ai giornalisti che lasciarono anzitempo una sua conferenza stampa. Atteggiamenti che qualche parlementare ha fatto arrivare sui banchi del ministro Piantedosi come a dire ‘l’incompatibilità di carica per conflitto di interessi è un conto; ma quella per incapacità di tenere comportamenti che si addicono al ruolo istituzionale che gli compete, è un’altra storia’. In questo senso sollecitato anche il Prefetto di Terni dall’opposizione e non solo.
Dallo stadio a Palazzo Un sindaco che dà in escandescenze in aula ha colto di sorpresa anche il personale di sicurezza presente in aula, nonostante fosse già noto per gli sputi ai tifosi, il bavaglio a mister Cristiano Lucarelli e gli interventi più che scomposti ai microfoni della sala stampa dello stadio Liberati quando era ancora patron della Ternana calcio. Per la città, proprio il Comune ha previsto un’intensificazione di videosorveglianza, agenti, controlli e presidi nei quartieri, ma nel frattempo c’è chi probabilmente dovrebbe guardarsi le spalle proprio dal sindaco: «Se vado in giro io da solo – diceva – devono avere paura gli altri». La sua reazione dopo lo scontro con Diamanti la dice lunga in questo senso: «Se lo rivedo gli spacco la testa» ha minacciato. Nelle stanze di Palazzo Spada, non può tirare una bella aria e cresce via via la popolazione che si indigna. La reazione morbida dei baci in risposta agli insulti, è durata giusto il tempo necessario per guadagnare consenso in vista del voto. Mantenerlo, così facendo, sarà più difficile. Da alcuni giorni peraltro, i pannelli luminosi ubicati in diversi punti di Terni, gestiti direttamente dal Comune, recitano ‘Benvenuti nella città dell’amore’: il sindaco non sembra interpretarla un granché bene. Del resto, mica è ternano.
