di M.R.
Sanità, lavori pubblici, industria, manutenzioni. Il primo cittadino di Terni, in occasione della seconda seduta di consiglio comunale dalla proclamazione del titolare della fascia tricolore, affronta tantissime tematiche cittadine e non mancano siparietti e scontri verbali con alcuni consiglieri. Parole forti sono rivolte anche al cavaliere di Cremona Giovanni Arvedi, proprietario di Acciai speciali Terni, che ha recentemente chiesto al governo un prezzo ridotto delle tariffe dell’energia: «Ridicole certe istanze, tutti stanno nella stessa condizione in Italia. E anzi penso che andrò al ministero a dire che il miliardo che Arvedi pretende, lo potrà avere se condividerà le linee industriali con la città. Porti rispetto a Terni, oppure se ne può tornare a Cremona».
Terni È il giorno dell’illustrazione delle linee programmatiche della giunta Bandecchi e il sindaco nell’aula consiliare del Comune di Terni procede in un dicorso a braccio, premettendo di non voler tediare nessuno. Il suo intervento, pure se non sarebbe concesso, strappa pure un applauso quando parla di ‘rivoluzione politica silenziosa e giusta, targata Alternativa popolare’. «Siamo partiti da Terni, passeremo per Perugia e arriveremo in regione tra un anno e sei mesi» avverte il sindaco. Verso la fine del discorso, è all’imprenditore cremonese che si rivolge e l’invito a lasciare viale Brin non è neanche troppo velato. In ballo c’è il famoso Accordo di programma che dovrebbe sbloccare gli investimenti previsti per il potenziamento delle linee a freddo, la laminazione dell’acciaio magnetico e gli interventi per la sostenibilità ambientale.
