Maria Giulia Pensosi ©

È di poche ore fa l’interrogazione presentata da Francesco Maria Ferranti, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Terni, sulla mancata risoluzione delle criticità che hanno negato al borgo di Collescipoli l’ammissione al circuito dei Borghi più belli d’Italia. L’interrogazione di Ferranti, indirizzata al presidente del Consiglio comunale e all’assessore competente, attraverso una serie di premesse approda a un quesito preciso: «Quali iniziative intende intraprendere l’amministrazione per risolvere le criticità emerse, considerando che probabilmente proprio tali ritardi hanno contribuito alla bocciatura?».

Candidatura Il borgo di Collescipoli è uno dei centri storici più caratteristici del territorio ternano, vincolato dal ministero dei Beni Culturali come luogo da tutelare. Eppure, le sue criticità urbanistiche e manutentive hanno portato alla bocciatura della candidatura avanzata dall’amministrazione comunale per il riconoscimento di Borgo più bello d’Italia. Nonostante gli interventi in programma del Comune, l’interrogazione di Ferranti mette in luce lo stato dei lavori di alcuni di essi, sostenendo che non siano stati ancora eseguiti, mentre alcuni di quelli già avviati risulterebbero realizzati in maniera sommaria.

Criticità Nello specifico, il testo dell’interrogazione fa riferimento al recupero del campanile di Santa Maria Maggiore, finanziato dalla Cei con il contributo della Fondazione Carit. L’intervento, tuttavia, non prevede la riqualificazione della galleria sottostante, dove transitano i veicoli di pertinenza comunale, compromettendo – secondo Ferranti – l’impatto estetico complessivo dell’opera. Analoga la situazione del mancato restauro dell’orologio del Palazzo Comunale che, oltre a non essere funzionante, perde l’intonaco sulla sottostante piazza Risorgimento. Infine, l’interrogazione segnala anche l’offerta di arredo urbano avanzata da un privato cittadino per una delle due piazzette dietro Palazzo Cantucci, area per la quale esiste già un progetto di pedonalizzazione rimasto finora inattuato: «Da otto mesi che ancora non nulla è stato fatto».


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