di M.R.
Tiene banco per ore tra parole grosse, frecciate al veleno, insinuazioni e siparietti, il tema dell’incompatibilità di Stefano Bandecchi con la carica di sindaco di Terni. Sul tavolo c’è la relazione della segreatria generale e la contro-relazione del vicesindaco Corridore che non sembra valere come controdeduzioni del diretto interessato tanto che Bandecchi interviene nel merito. L’opposizione tenta fino all’ultimo di fare ostruzionismo e il super gruppo di Alternativa popolare gioca la carta della disponibilità alla minoranza di concedere tempo per approfondimenti; Verdecchia chiede infatti al presidente di convocare una seduta in continuità sospendendo la seduta odierna ma l’istanza si perde dentro altri interventi e lo stesso Verdecchia detta la nuova linea: «Possiamo andare al voto». I numeri fanno il resto.
Massima assise cittadina di Terni Al via lunedì mattina, con qualche minuto di ritardo e di fronte al pubblico delle grandi occasioni, il primo consiglio comunale di Terni dell’era Stefano Bandecchi. Il sindaco aprendo i lavori ha convocato Marco Celestino Cecconi di Fdi al banco della giunta per presiedere la seduta in qualità di ‘consigliere anziano’ come da regolamento dell’assise. La prima comunicazione della quale dà lettura è la costituzione di un gruppo unico di Alternativa popolare da parte di tutti gli eletti nelle liste a sostegno del sindaco che nella giornata di domenica ha annunciato dimissioni da presidente Ternana e Unicusano per superare evidentemente ogni ostacolo di incompatibilità alla carica di primo cittadino. I lavori proseguono con la lettura delle relazioni della segreteria generale dell’ente Spagna Musso, proprio sulle incompatibilità degli eletti e se una prima fase di imbarazzo è quella che caratterizza le comunicazioni relative alla morosità del consigliere Raffaello Federighi che poi invece dimostra la propria sanata posizione, a tenere banco è poi la discussione sull’incompatibilità del sindaco Bandecchi, quella più pesante.
Primo consiglio comunale Terni All’ordine del giorno della prima riunione a Palazzo Spada, infatti, prima di tutto la convalida degli eletti. Alle 13.45, la discussione non è ancora esaurita e Cecconi rinvia alle 14.30. Nel frattempo sul tavolo della segreteria generale dell’ente è arrivata la contro-relazione del vicesindaco Corridore (che parla evidentemente in sostituzione del primo cittadino, ma firma a proprio nome il documento che avrebbe casomai dovuto presentare il diretto interessato) e i verbali delle dimissioni annunciate e, a quanto pare, pure formalizzate dal patron delle Fere e di Unicusano domenica pomeriggio. Tuttavia, diversamente da quanto avvenuto per il consigliere Federighi, la segretaria Spagna Musso, alla luce delle novità sul conto dell’imprenditore livornese, non si esprime sull’eventuale superamento dei conflitti di interesse sollevati nella sua relazione e Bandecchi non le manda a dire.
PARLA IL VICESINDACO CORRIDORE
Bandecchi in aula «Non mi posso fidare di questo segretario generale. Ma per 60 giorni sono costretto a ternermelo. Per evitare cose inutili, ho dimostrato di poter rinunciare pure a mia madre. Mi spiace solo per Terni che non avrà il suo stadio né il centro sportivo perché andrò a relaizzarli a Narni, ma la politica italiana ritengo sia più importante delle mie aziende. Nella relazione erano evidenziati due vincoli di incompatibilità e io ho agito di conseguenza». Insomma la giunta e pure il consigliere di Fi Francesco Maria Ferranti non vedono perchè Spagna Musso non possa esprimersi chiaramente; ma la stessa, rivendicando di essere una donna delle istituzioni non fa altro che ripetere che «il consiglio comunale è sovrano» lasciando all’assise la responsabilità di esprimersi. Bandecchi durante la pausa di circa 45 minuti, stabilita dal presidente Cecconi perima di riprendere i lavori, appare notevolmente scocciato e iroso, tanto da non risparmiare neppure un vaffa a un giornalista.
FURIA BANDECCHI, STADIO A NARNI
L’opposizione Da parte dei consiglieri Francesco Filipponi e Pierluigi Spinelli (Pd), nonché Claudio Fiorelli (M5s) la richiesta di tutti i documenti utili previsti da regolamento per esprimere un voto consapevole. Da parte dell’ex assessore allo Sport, la consigliera Elena Proietti, il monito all’espressione di un voto più che consapevole, con annesso richiamo alla responsabilità di chi lo eserciterà. La seduta riprende alle 14.30.
Secondo tempo del consiglio comunale Da destra a sinistra, alla ripresa dei lavori, e in particolare da Orlando Masselli (Fdi) a Francesco Filipponi (Pd), la richiesta al sindaco di eliminare qualunque vincolo di incompatibilità a suo carico. Contestata in particolare la titolarità delle aziende che controllano quelle dai consigli di amministrazione delle quali oggi Bandecchi dimostra di essersi dimesso. Pungente poi il professor Kenny che riprendendo la contro-relazione di Corridore a quella della segretaria generale dice: «Ma se il Liberati da quasi 100 anni è destinato esclusivamente ad allenamenti e partite della Ternana calcio, che ci faceva con la porchetta e la pizza in campagna elettorale?». La consigliera di Fdi Elena Proietti sottolinea che la questione sarà probabilmente approfondita in commissione Controllo e garanzia. La stessa, come Kenny, fa inoltre notare come da un lato Bandecchi e soci dicano che «non c’è incompatibilità», dall’altro arrivano in consiglio con le dimissioni formalizzate.
Ipotesi approfondimenti Bandecchi replica duro come è nel suo stile ma apre, come richiede Ferranti (Fi), alla possibilità di rimandare la discussione a seguito di approfondimenti ulteriori nonché alla possibilità di fare, se necessario per superare altri vincoli, ulteriori passi indietro.
Fabrizi Appassionato l’intervento di una più che determinata consigliera Cinzia Fabrizi (Fdi) che, sulla base di relazioni ufficiali e dichiarazioni del sindaco, mette sul tavolo la riflessione sulla necessità che Bandecchi, venda la Ternana. «A che titolo dice di non fare lo stadio a Terni se non è più presidente della Ternana e di Unicusano? Non è forse lui il proprietario dell’ateneo?». E mentre Bandecchi a microfono spento parla di ‘cazzate’, dalla dirigente scolastica arriva pure il monito ad avere un linguaggio consono e rispettoso dell’istituzione comunale. In accordo con la Fabrizi, il consigliere Dem Pierluigi Spinelli dice: «Necessario accogliere la proposta del sindaco ad approfondire la questione». La maggioranza si prende allora 20 minuti di tempo per una riunione. Al rientro dal summit di Alternativa popolare, il capogruppo Guido Verdecchia conferma l’apertura alla minoranza di concedere ulteriore tempo per approfondimenti. Ma il dibattito prende una piega boomerang per la quale lo stesso Verdecchia, poco dopo, si mostra desciso verso la possibilità di andare immediatamente al voto. Così va e dalla votazione non arriva nessuna sorpresa: in un colpo solo convalidata l’elezione del sindaco e quella dei consiglieri.
Primo consiglio comunale Dopo la convalida degli eletti, lo stringato giuramento del sindaco Stefano Bandecchi che si è fatto infilare la fascia tricolore per essere sicuro di non sbagliare. Successivamente, il sindaco ha dato lettura ufficiale della composizione della giunta. Una volta archiviata la nomina della commissione comunale per la formazione e l’aggiornamento degli albi dei giudici popolari delle corti di assise e delle corti di assise d’appello, Cecconi ha avviato le operazioni per l’elezione del presidente: eletta al primo colpo e con due voti in più della maggioranza espressa dal suo gruppo, la consigliera Sara Francescangeli, prima donna a ricoprire questo ruolo nel consiglio comunale di Terni. Raffaello Federighi di Ap e Francesco Filipponi del Pd eletti vicepresidenti. In conclusione di seduta si è proceduto all’elezione dei presidenti delle tre commissioni permanenti più Controllo e garanzia: a capo della Prima (edilizia, lavori pubblici, urbanistica) è stao eletto il consigliere Andrea Sterlini, vice Cecconi, come indicato rispettivamente da maggioranza e opposizione. A capo della Seconda commissione (sanità, cultura, ambiente e welfare) eletta Emanuela Salinetti (Ap), vice Maria Grazia Proietti (Pd); a capo della Terza (bilancio, partecipate, politiche del lavoro, regolamenti) Claudio Batini (Ap), vice elena Proietti Trotti (FdI). L’opposizione, nella proposta del presidente di Quarta commissione (Controllo e garanzia) si spacca: il centrosinistra ha indicato Josè Maria Kenny (Innovare per Terni), il centrodestra Francesco Maria Ferranti (Fi) e quest’ultimo ha avuto la meglio; la vice è Marina Severoni.
