di Chia.Fa.

Scansioni total body in tempi ridotti, che permetteranno di incidere positivamente anche sulle liste d’attesa. Diagnosi estremamente precoci, anche per lesioni di dimensioni minime, con impatto decisivo in ambito oncologico. E riduzione significativa delle radiazioni. Questi gli effetti più significati della Tac a conteggio di fotoni che la Fondazione Perugia ha donato all’ospedale di Perugia, dove l’obiettivo è metterla in funzione entro l’autunno: si tratta di uno dei macchinari più avanzati disponibili sul mercato, tanto che in Italia sarebbero soltanto due gli ospedali che la possono annoverare tra le proprie dotazioni tecnologiche. Tant’è che la Tac di ultima generazione in arrivo a Perugia è stata definita «un salto strategico per la sanità umbra», sia dalla presidente di Regione Stefania Proietti che dal presidente della Fondazione Alcide Casini. Lo sforzo di palazzo Graziani, che oggi ha ospitato la firma dall’accordo, è stato in effetti notevole, perché complessivamente l’operazione di acquisto e installazione di “Naetom Alpha” sfiora i 3 milioni di euro.

«L’impegno economico è molto significativo, ma punta a restituire dinamismo e funzionalità nuova alla sanità del territorio», ha detto Casini, sottolineando che «è certamente importante l’intervento della Fondazione per l’acquisto di una Tac modernissima, ma soprattutto consideriamo fondamentale la rete formata con Regione, Università di Perugia e azienda ospedaliera, che si assumeranno la responsabilità di far fare un salto strategico alla nostra sanità». “Naetom Alpha”, che è sviluppata da Siemens Healthineers, assicura una «qualità delle immagini estremamente superiore», perché «capace di analizzare singolarmente i fotoni dei raggi X, permettendo di distinguere con grande precisione tessuti, vasi sanguigni e strutture ossee.

Per la presidente Proietti la nuova Tac dell’ospedale di Perugia «diventerà un punto di riferimento interregionale della diagnostica per le sue caratteristiche tecniche» e avrà «un impatto notevole sulle prestazioni del sistema sanitario umbro sia per la velocità d’esecuzione degli esami sia perché si aggiunge a parco macchine esistente». La Tac di ultima generazione, che si aggiunge alle quattro già attiva all’ospedale di Perugia, permette anche di eseguire l’esame «senza che il paziente debba spogliarsi», risultando in grado «di leggere attraverso indumenti e materiali», assicurando «vantaggi anche in termini di comfort, rapidità e accessibilità».

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Oltre all’oncologia, la Tac a conteggio di fotoni trova applicazione clinica anche nella diagnostica cardiovascolare, neurologica, pneumologica e osteoarticolare. In questo quadro, è stato il direttore generale dell’ospedale di Perugia, Antonio D’Urso, a sottolineare che la nuova Tac, sarà la quinta in dotazione al Santa Maria della misericordia, rappresenterà «sicuramente un aiuto per l’abbattimento delle liste d’attesa, consentendo l’apertura di nuovi slot per appuntamenti destinati sia ai pazienti ricoverati a Perugia che a pazienti ambulatoriali, ma rappresenta anche un’innovazione importante che ci colloca nella top ten degli ospedali italiani».

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