di M.R.

«È un coglione, mi ha messo le mani addosso. Dice di essere un giornalista ma per me non vale niente manco come persona». A parlare in questi termini contattato da Umbria24 è il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, poco dopo un diverbio consumatosi sotto le finestre (e probabilmente anche le telecamere) di Palazzo Spada. Il primo cittadino sa benissimo con chi aveva a che fare, perché il professionista della stampa in questione è il responsabile della comunicazione della giunta comunale, Gianluca Diamanti; un dipendente dello stesso municipio. Le immagini girate dal sistema di videosorveglianza potrebbero rivelarsi utili a chiarire quanto accaduto.

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Scontro sotto a Palazzo Spada È un martedì qualunque a Terni e nel cortile della sede del municipio dall’incontro tra sindaco e vicesindaco Riccardo Corridore, con il giornalista dipendente del Comune, lo scambio di qualche parola diventa presto un diverbio, uno scontro verbale acceso, fino a qualche spintone che, a detta dei presenti rimasti lì poco dopo l’accaduto, sarebbe volato. Nessuno si sbilancia sulle parole che avrebbe sentito pronunciare tra i due in una fase concitata. Tuttavia il primo cittadino, contattato da Umbria24 riferisce: «C’è stato uno scontro sotto al Comune, sono stato aggredito. Ho un testimone che ha visto che mi ha messo le mani addosso. Se lo rivedo gli spacco la testa». Scene mai viste, almeno a Terni, scene che non ti aspetti da un uomo delle istituzioni, a meno che quell’uomo non sia Bandecchi viene da dire a questo punto. Sputi ai tifosi, insulti alle forze dell’ordine… Oggi gli scontri con la stampa sono sempre più frequenti; le scuse non arrivano mai; e, anzi, tutto è condito da minacce e intimidazioni come quelle riservate ai giornalisti che giorni fa hanno abbandonato la conferenza stampa di Alternativa popolare: «Faremo segnalazioni all’Ordine, ricorderò esattamente le facce di chi se n’è andato». In città c’è profondo sconcerto. Qualcosa che, a campagna elettorale terminata da un pezzo, va ben oltre l’appartenenza politica.

Bandecchi «Ha tentato di aggredirmi ed io mi sono difeso andandomene, ma se torna ad aggredirmi di nuovo gli do due pizze – ha dichiarato Stefano Bandecchi all’Ansa -. Il motivo per cui sono stato aggredito? Chiedetelo a lui». E per quanto riguarda l’Ordine dei giornalisti umbro aggiunge: «Trovo schifoso il comunicato dell’Ordine che non si dovrebbe permettere di partire dal presupposto che io sono il condannabile». Parole simili quelle che si ascoltano in un video social pubblicato nella serata di martedì dal sindaco di Terni nel quale aggiunge: «Una vera schifezza tutte le dichiarazioni dei leader di partito – così il primo cittadino -, mi piace essere solo, vinceremo noi».

La posizione dell’Ordine dei giornalisti «L’Ordine dei giornalisti apprende con sconcerto quanto accaduto all’esterno del Palazzo comunale di Terni tra il sindaco Stefano Bandecchi e il collega dell’ufficio stampa Gianluca Diamanti – così in una nota l’Odg Umbria -. Nell’attesa dell’ulteriore chiarimento dei fatti, l’Odg esprime pieno sostegno e convinta solidarietà al collega, pronti ad affiancarlo in qualsiasi eventuale iniziativa intenda intraprendere in ogni sede a tutela della propria dignità personale e professionale. Visto il grave episodio, l’Odg sospende la richiesta di incontro con lo stesso sindaco annunciata nei giorni scorsi, esprimendo al contempo preoccupazione per il clima di intimidazione che si sta creando verso la categoria».

Pd «Apprendiamo con preoccupazione quanto avvenuto questa mattina di fronte alla casa comunale – così in una nota i gruppi consiliari Pd e Kenny innovare per Terni -. Invitiamo i rappresentanti dell’amministrazione a tenere un comportamento non di scontro ne fisico ne verbale, ma professionale nei confronti degli operatori della stampa siano essi interni o esterni all’ente. Auspichiamo quindi dei toni consoni alla leale collaborazione con gli addetti all’informazione ai quali va il nostro sostegno pieno».

Lega «Esprimiamo forte preoccupazione per quanto accaduto questa mattina di fronte a Palazzo Spada ed esprimiamo solidarietà nei confronti del dipendente comunale e di tutti i rappresentanti della stampa ternana – queste le parole di Devid Maggiora, segretario Lega Terni -. Questo clima instaurato dall’amministrazione comunale fin dal suo insediamento non può essere tollerato oltremodo. Ogni giorno assistiamo a scontri con i giornalisti, atteggiamenti aggressivi e parole pesanti rivolte ai rappresentanti dell’opposizione e ai dipendenti comunali. Questa mattina si è passata la linea. Auspichiamo si torni subito a toni civili e istituzionali e invitiamo l’amministrazione comunale a impegnarsi per il recupero di un confronto con la stampa e con le opposizioni basato sul dialogo e sui temi che interessano davvero la città».

Movimento 5 stelle «In attesa dei chiarimenti, assolutamente necessari, su come sia nato l’alterco di questa mattina tra il sindaco Bandecchi e un giornalista dipendente del Comune di Terni, è con grande indignazione e preoccupazione che condanniamo l’ennesimo episodio increscioso che riguarda i rapporti tra la stampa e il primo cittadino. Il quale quando è stato interpellato in merito da una testata locale si è rivolto al giornalista affermando che ‘se lo rincontro gli spacco la testa’ – cos’ il gruppo Movimento 5 stelle di Terni -. L’ennesima intimidazione verso chi avrebbe l’ardire di contraddire il primo cittadino. Questo tipo di atteggiamento da parte di un rappresentante eletto è incompatibile con i principi di rispetto, dignità e collaborazione che dovrebbero guidare il funzionamento di un’amministrazione pubblica. Attacchi come questo mettono a repentaglio la sicurezza e l’integrità di coloro che prestano servizio per il Comune di Terni. Non possiamo soprassedere di fronte al fatto che non è certo la prima volta che il sindaco si espone a comportamenti muscolari e intimidatori nei confronti dei professionisti dei media. Azioni che dimostrano un evidente disprezzo per il ruolo fondamentale del diritto di critica che deve essere rispettato e tutelato in ogni contesto. Desideriamo esprimere la nostra più sincera solidarietà al dipendente comunale nonché giornalista coinvolto. Ci aspettiamo da parte dei sindacati prese di posizione nette. Chiediamo alle autorità competenti di prendere immediatamente provvedimenti per garantire la sicurezza e la protezione dei dipendenti e dei giornalisti, nonché di condurre un’indagine approfondita su questo incidente. È fondamentale che venga inviato un chiaro messaggio che tali comportamenti e tali minacce non possono essere tollerati. Inoltre, esortiamo la comunità e le organizzazioni dei media a unirsi nella condanna di questa aggressione e nel sostegno alla libertà di stampa».

Centrodestra «Quanto è avvenuto  questa mattina in piazza Mario Ridolfi – dichiarano i gruppi consigliari del centrodestra –  è un episodio molto grave che vede protagonista il sindaco Bandecchi.  Le urla e gli spintoni con un giornalista del comune di Terni danno il senso del clima e dei rapporti che si sono ormai instaurati all’interno di Palazzo Spada.
Al più presto chiederemo una convocazione straordinaria del consiglio comunale affinché il sindaco chiarisca quanto  avvenuto. Sono giorni che registriamo un clima di tensione tra il sindaco e gli operatori dell’informazione, con parole che non appartengono certo ai ruoli istituzionali e che mettono in discussione il diritto dovere di una libera informazione.
Tensioni che a maggior ragione non dovrebbero esserci tra gli amministratori e il personale dell’Ente. Abbiamo chiare le parole e i toni che i vertici del comune hanno avuto nei confronti della segretaria generale, della consigliera FdI Cinzia Fabrizi e con alcuni dirigenti.  Le forze del centrodestra respingono ogni modo di fare che non sia basato sul lavoro comune, sul dialogo, sul massimo rispetto delle regole, sulla necessità di dare risposte efficaci e trasparenti ai cittadini».

Mozione a Palazzo Cesaroni La vicenda di martedì mattina sbarca a Palazzo Cesaroni. L’assemblea infatti ha dapprima ammesso all’ordine del giorno e poi votato all’unanimità dei presenti una mozione di iniziativa del consigliere Fabio Paparelli (Pd) che «stigmatizza e condanna il comportamento e le parole del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ed esprime solidarietà ai giornalisti vittime di attacchi sconsiderati e contrari ai principi costituzionali di libera manifestazione del pensiero e di libertà di stampa». Ad illustrare il documento lo stesso Paparelli, poi l’intervento di Thomas De Luca (Movimento 5 stelle): «Bisogna smetterla di lasciar passare questi atteggiamenti come normali». A prendere parola in aula anche Stefano Pastorelli, capogruppo Lega ed Eleonora Pace, capogruppo Fratelli d’Italia. Tutti d’accordo e la mozione passa con 14 voti su 14.

L’Italia dei Moderati «Esprimiamo solidarietà e vicinanza al dipendente comunale che questa mattina è stato oggetto di una aggressione verbale da parte del sindaco Stefano Bandecchi. E allo stesso tempo condanniamo il comportamento del primo cittadino». Queste le parole di Yari Lupattelli, coordinatore nazionale del gruppo ‘L’Italia dei Moderati’.
«Scenate di questo tipo non possono minimamente essere accettate, in quanto il primo cittadino non sta amministrando la propria azienda, ma rappresenta l’intera comunità cittadina – continua Lupattelli -. Per questo, oltre a manifestare la nostra vicinanza al dipendente in questione e a tutti gli altri suoi colleghi che in questa occasione rappresenta, riteniamo inaccettabile il comportamento del sindaco, in quanto assolutamente non in linea con i canoni di un qualsiasi primo cittadino e lontani anche dai valori del dialogo e della correttezza che da sempre caratterizzano la comunità ternana».

Fratelli d’Italia «Stigmatizziamo con forza l’ennesimo atto di intimidazione verbale e fisico di cui il sindaco Bandecchi si è reso protagonista – così i coordinamenti Provinciale e
Comunale di Fratelli d’Italia -. Siamo di fronte a comportamenti e atteggiamenti che non possono in nessun modo essere giustificati da parte di alcuno, tanto meno da chi dovrebbe rappresentare la massima istituzione della città e che invece non perde occasione per sfoggiare (si fa per dire) atteggiamenti provocatori, insultanti e vessatori verso chiunque. Per questo stigmatizziamo con forza questo ennesimo atto di intimidazione di cui il
sindaco di Terni si è reso protagonista nei confronti di un dipendente giornalista
del Comune. Intendiamo esprimere la massima solidarietà al dipendente, oggetto di
intimidazioni e con lui a tutti coloro che di volta in volta sono oggetto quotidiano di
offese e invettive che nulla hanno a che fare con l’esercizio della polemica politica,
né del confronto con i dipendenti della struttura comunale come in questo caso.
L’idea padronale di interpretazione del ruolo di sindaco non fa parte del mandato
ricevuto dagli elettori, che chiedono innanzitutto rispetto e comportamenti adeguati, in sintonia con quanto previsto dalle leggi e soprattutto in linea con la storia della città, sempre aperta al confronto. Le elezioni stabiliscono una maggioranza e una minoranza, e non sovrani e sudditi. Allo stato delle cose, pare chiaro che Bandecchi non abbia ancora imparato che qui le regole si rispettano. Questa è Terni».

Sindacati «Chi ricopre ruoli istituzionali, tanto più se di primo piano come quello di sindaco, deve sempre mantenere nei confronti dei dipendenti dell’amministrazione un comportamento rispettoso e idoneo al ruolo. Per questo, senza entrare nel merito della vicenda che non conosciamo – scrivono in una nota la Fp Cgil dell’Umbria e di Terni, la Fp Cisl dell’Umbria, la Uil Fpl dell’Umbria e il Csa di Terni – ci sentiamo di stigmatizzare il comportamento e i toni del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, nei confronti di un lavoratore dell’ente, al quale va la nostra solidarietà. Come organizzazioni sindacali che rappresentano tutti i lavoratori del Comune e più in generale delle amministrazioni pubbliche richiamiamo pertanto il sindaco e tutta l’amministrazione neoeletta a mantenere atteggiamenti e comportamenti rispettosi della professionalità e della dignità di lavoratrici e lavoratori».

Terni Civica «Questa mattina si è verificato un fatto di una gravità senza precedenti, un violento alterco tra il primo cittadino e il capo ufficio stampa del comune. Uno confronto verbale che ha rischiato di sfociare in uno scontro fisico se non ci fosse stato qualcuno a frapporsi. Questa consiliatura si sta avviando nel peggiore dei modi, con un clima di pesante frizione, dove il vertice dell’amministrazione sta manifestando nervosismo e insofferenza verso la stampa e il confronto civile. Riteniamo questo clima inaccettabile in un paese democratico, dove non si deve avere timore di esprimere la propria opinione , in cui ci si aspetta che chi ricopre posizioni di responsabilità si comporti con moderazione e non cada in gesti e atteggiamenti intimidatori. Il primo cittadino da garante della civile convivenza e della concordia tra le varie componenti della città, si sta dimostrando insofferente e incapace di tollerare le critiche e di essere moderato nelle reazioni. Pur ignorando i dettagli di quanto accaduto manifestiamo la nostra solidarietà al dipendente comunale, consapevoli che la maggiore responsabilità sta nei vertici che devono mostrare rispetto per il ruolo rivestito. Non vorremmo che mentre giustamente si vuol combattere il degrado ambientale della nostra città si debba fronteggiare un inaccettabile degrado istituzionale, con atteggiamenti arroganti e padronali da chi si sente legittimato dal risultato elettorale a comportarsi in un modo non consono al ruolo».

Sinistra italiana «Quando Bandecchi in un’intervista televisiva diceva che la sua attività preferita fosse fare a cazzotti pensavamo che fosse una provocazione venuta male. E invece la realtà è ancora più inquietante. Non può che destare sconcerto quanto successo questa mattina sotto Palazzo Spada, ovvero nella casa pubblica dei cittadini luogo del confronto democratico e pacifico, trasformato in un ring da un sindaco che sembrava in piena crisi adolescenziale. Un tale comportamento non è evidentemente accettabile  da nessuno e in particolare da chi ricopre un incarico istituzionale. Ancora più grave perché tale violenza è rivolta verso un dipendente, a cui va la nostra solidarietà, dell’ente comunale di cui il sindaco è il massimo esponente, in totale spregio dei diritti dei lavoratori, della dignità delle persone e con un evidente dislivello di potere».

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