di Daniele Bovi
I sindaci interessati a un possibile terzo mandato dovranno aspettare ancora qualche giorno per capire il da farsi. Martedì infatti il Consiglio dei ministri ha rinviato alla prossima riunione l’esame del decreto che, modificando il Testo unico degli enti locali, introdurrebbe un possibile terzo mandato per i Comuni fra i 5 mila e i 15 mila abitanti; con le modifiche, inoltre, i primi cittadini di quelli più piccoli (ovvero quelli sotto i 5 mila abitanti) potrebbero anche correre per un quarto. Secondo fonti di Palazzo Chigi il rinvio c’è stato per il protrarsi delle riunioni che hanno preceduto il Consiglio dei ministri, ossia la cabina di regia sul Pnrr e la riunione sulla vertenza dell’ex acciaieria Ilva.
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I Comuni interessati Come spiegato nelle scorse ore, per quanto riguarda i più grandi andranno al voto Magione, Gualdo Tadino, San Giustino, Spello, Città della Pieve, Torgiano, Gualdo Cattaneo, Montefalco e Panicale; solo a Magione (dove Giacomo Chiodini già si è Già detto non interessato a un possibile tris), Gualdo Tadino (Massimiliano Presciutti), San Giustino (Paolo Fratini), Spello (Moreno Landrini) e Panicale (Giulio Cherubini) i sindaci sono arrivati alla fine del loro secondo mandato. Tutti primi cittadini che guidano una coalizione di centrosinistra.
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Le posizioni Oltre che a Magione, la situazione è definita anche a San Giustino dove Fratini si è schierato con la candidatura – presentata ufficialmente nelle scorse ore – di Stefano Veschi che correrà per San Giustino partecipa. Riflessione aperta invece a Gualdo: «Io – dice a Umbria24 Presciutti – non ho mai sgomitato e tanto meno lo farò adesso. Per me la politica è sempre stata passione, impegno e servizio. Quindi, posto che ho la fortuna di poter fare tante cose oltre la politica valuterò con attenzione eventuali proposte ma con grande serenità. Farò quello che sarà più utile alla comunità e alla coalizione». Presciutti assicura che «gli interessi della comunità vengono prima di quelli dei singoli. Io sono a disposizione se si riterrà utile un mio impegno di qualsiasi tipo esso sia. Se così non fosse andrà benissimo lo stesso».
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Landrini e Cherubini In stand by anche Landrini che, spiega, per prendere una posizione vuole leggere non le bozze di decreto ma la norma vera e propria. Posizione simile a quella di Cherubini, per il quale però dopo un decennio di governo sarebbe auspicabile un rinnovamento: «Io – sostiene – ritengo che non è possibile parlare di questo tema fino a quando non ci sarà una decisione ufficiale. Di sicuro mi piacerebbe parlare di operazioni che guardano al futuro dato che il rinnovamento è ciclico e fisiologico. Dopo dieci anni è possibile farlo con la speranza che ci sia una proposta in grado di raccogliere quanto di strategico è stato fatto per il Trasimeno. In ogni caso non si è trattato mai di scelte soggettive». Tra qualche giorno se ne saprà di più.
