Persona e comunità, partecipazione, economia e lavoro, territorio e ambiente, digitale e innovazione. Sono questi i cinque assi programmatici sui quali si è discusso sabato a San Giustino nel corso dell’assemblea pubblica organizzata da San Giustino partecipa. La formazione sarà presente alle elezioni amministrative di giugno e schiererà Stefano Veschi.
L’assemblea In un affollato Cva l’assemblea è stata introdotta dai portavoce del movimento, Sara Marzà e Michele Sensi. Sensi ha sottolineato che «il percorso che abbiamo intrapreso si fonda su valori comuni e per questo ci siamo impegnati per favorire un nuovo progetto politico in cui far prevalere la partecipazione attiva dei cittadini». «Per noi la politica significa agire nel presente, costruire il futuro – ha proseguito Marzà -, uno strumento a disposizione dei cittadini per migliorare la propria realtà. Servono competenze e sensibilità per costruire insieme un progetto di cittadinanza, per ascoltare, dialogare, fare. Proprio su questi presupposti avanziamo la candidatura a Sindaco di Stefano Veschi».
Veschi in campo La candidatura è stata definita come frutto di un percorso partecipato e condiviso e Veschi si è detto «onorato della proposta». «Accetto – ha detto – perché, voglio dirlo con chiarezza, mi sento pronto. Mi sento pronto e convinto anche grazie al lavoro tematico e programmatico che San Giustino partecipa ha svolto negli ultimi mesi e al quale ho cercato di portare il mio contributo. Insieme abbiamo riscoperto la voglia di esserci, di discutere, di immaginare presente e futuro. Abbiamo riscoperto la centralità della persona, idee e valori che partono dall’inclusione e dalla coesione sociale. Nessuno deve restare indietro. Dobbiamo partire da chi è in più difficoltà: giovani e anziani».

No a schemi vecchi Veschi ha poi proseguito sostenendo che «serve però un modo nuovo di interpretare la politica e l’amministrazione. Non è davvero possibile attardarsi su schemi vecchi. Serve una nuova idea di istituzione partecipata in grado di produrre una rappresentanza più larga ed inclusiva, capace di valorizzare le nostre realtà economiche, sociali e culturali. Noi sappiamo come fare e lo sappiamo da subito: sviluppare strumenti di partecipazione diretta e predisporre, in sede regolamentare, un regolamento di partecipazione civica». «Del resto – ha aggiunto Veschi – nel percorso di San Giustino Partecipa abbiamo imparato che dieci teste pensano meglio di una, e cento meglio di dieci».
Manca fiducia Veschi ha concluso parlando dell’impatto pesante che ha avuto la pandemia, delle povere che si allargano, delle aspirazioni dei giovani che si infrangono: «Manca la fiducia nel presente – ha detto – e si fa strada un atteggiamento sempre più narcotizzato, spaventato, che ci sta portando a rifugiarci sempre più nelle nostre case, da soli. Rassegnati. Sembra quasi che l’unica cosa che conta sia cercare di ritagliarsi un piccolo spazio dove trovare un conforto. Ecco, io penso che il nostro movimento si debba porre questi problemi per cercare di riprendere in mano da subito il nostro presente, di farlo insieme per contrastare la rassegnazione, per reagire ai problemi che non sono solo i problemi del nostro microcosmo, ma sono i problemi di tutte e tutti. Questo è il mio impegno per oggi e per domani».
