Mario Mariano

di Mario Mariano

Gol sbagliato goal subito: Novellino sa bene che una situazione del genere, taglia le gambe a chi è andato vicinissimo al vantaggio e di contro galvanizza chi era stato a lungo in affanno. Il Perugia ha saputo risorgere non solo dal lungo periodo di astinenza di vittorie, ma dalle difficoltà incontrate nel primo tempo.

LA CRONACA

Squadra tesa, con tanti errori, soprattutto in difesa, ragione per cui alzi la mano che non ha temuto il peggio. Ed invece ecco il colpo di scena, ecco il goal che ha trasformato in protagonisti dei semplici comprimari. Lasciamo stare gli errori della difesa del Modena, altrimenti avrebbe ragione la buonanima di Annibale Frossi, che riteneva che le partite erano perfette solo se finivano con lo 0-0: in occasione del goal del vantaggio, il Perugia ha saputo ritrovare tutto di un colpo tre giocatori, che poco si era visti fino ad allora, ma soprattutto ha riacquistato lo spirito di squadra. Ardemagni ha lanciato Fabinho e il brasiliano è schizzato via con la tensione estrema nei muscoli e la ferma volontà di sfruttare la ripartenza; Verre, finito nel cuore dell’area sotto la curva nord, come non gli capitava da tempo, ha avuto il merito di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Un goal che ha tagliato le gambe al Modena e ha esaltato i ragazzi di Camplone, compatti nel difendere il vantaggio; senza quasi mai rischiare, per poi piazzare la ciliegina del 2-0.

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Camplone non ha perduto quel suo modo di apparire distaccato almeno in apparenza, anche perché occorrevano nervi saldi dopo i giorni tempestosi e gli annunci più o meno diretti di preparere la valigia. Camplone ha rischiato nel tenere fuori Lanzafame, migliore uomo in campo a Vicenza, ma, siccome contano i fatti, ha azzeccato la scelta con Verre, che dopo il goal ha ritrovato la corsa incisiva delle prime settimane di stagione, la lucidità nei passaggi, la precisione nel tiro. Perugia a due volti, con diverse situazioni ancora da registrare, una delle quali riguarda Ardemagni, che gioca troppo distante dalla porta ed anche per questo non ha apportato peso offensivo. I tre punti sono troppo importanti per sottilizzare sui limiti ed errori. Quello che più conta c’è stato: un riscatto autentico anche da parte di chi era apparso in affanno.

PAGELLONE INTERATTIVO PARTITA PER PARTITA

Ora calma con i peana, dovendo fare tesoro di quanto accaduto ad inizio di campionato: scegliere in una rosa ampia come quella a disposizione di Camplone sarà un’impresa non facile. Ma la gestione di chi non gioca è il punto nodale del mestiere dell’allenatore. Scegliere è obbligatorio e Camplone questa volta ha scelto bene, andando controcorrente, perché noi ad esempio non rinunceremmo mai ad un Lanzafame così tonico. Lui lo ha fatto, sorprendo tutti, e alla lunga c’è stata gloria anche per il torinese più tatuato della rosa.

TIMELINE INTERATTIVA: TUTTO IL CAMPIONATO DEI GRIFONI

Koprivec: Non tradisce l’emozione nel riprendere il posto di titolare, dopo il ballottaggio settimanale con Amelia. Decisivo sulla punizione di Sansone, non è cosa di poco conto. Esame superato. Voto: 6,5

Goldaniga: Fatica a carburare e non solo per la stazza fisica. Entra pure lui in affanno nei momenti migliori del Modena, ma sa riprendersi e stringere la marcatura, giocando di anticipo ed integrandosi con Giacomazzi. Voto: 6,5

Giacomazzi: Primo tempo da dimenticare, con all’attivo solo un paio di lanci per Ardemagni. Ricompatta la difesa e ritrova l’antico spirito guerriero. Voto: 6

Hegazy: Il ragazzone egiziano ha capito di essere ad una svolta della sua carriera, l’impegno è massimo e finisce con i crampi proprio perché viene da un lungo periodo di inattività. Efficace. Voto: 6,5

Rizzo: Anche lui lento a carburare, porta fieno in cascina da guastatore di tante battaglie. Rischia nel contrasto con Pinzoglio, ma è gagliardo nel tacle. Voto: 6+ (dal 30′ st Nicco: Può dire di aver contribuito a spegnere gli ultimi fuochi del Modena. Voto: n.g)

Fazzi: Camplone lo stima e lavora sul suo potenziale, lui si adatta in ogni zona del campo ed infine trova gloria dopo una partita di sacrificio e di concentrazione. Voto: 7

Fossati: Subisce un trattamento speciale con la marcatura a uomo; da qui i troppi passaggi sbagliati nel primo tempo. Sa risalire la corrente al pari dei compagni. Voto: 6+

Verre: Un solo momento di appannamento, quando non si coordina sul bel lancìo di Giacomazzi. Capisce però che è la sua serata, non sbaglia sul goal del vantaggio, che lo galvanizza e gli restituisce l’antica brillantezza. Voto 7,5 (23′ 2t Lanzafame: Non sembra accusare l’iniziale panchina, entra a pieno regime e fa valere la sua potenza fisica. Voto: 6+

Crescenzi: Oramai il suo limite è evidente: nella diagonale difensiva deve migliorarsi. Ma sulla fascia torna ad essere un maratoneta utile e di supporto per la causa. Voto: 6,5

Ardemagni: Forse è normale che in 180’ non segni e non impegni il portiere avversario, anche perché l’assenza è stata lunga anche per lui. Però è utile nel fare la boa, nel guadagnare punizioni e nel servire a Fabinho la palla del vantaggio. Voto 6 (dal 42′ st Falcinelli: n.g.)

Fabinho: Niente di nuovo sotto i riflettori, perché la squadra deve saperlo aspettare, in attesa del guizzo, della giocata decisiva. E lui non tradisce la fiducia, anche se è soggetto a pause di… estraneamento. Voto: 7-

Camplone: Con la crisi dei due portieri si pensa che dia fiducia ad Amelia, ed invece ecco Koprivec. Porta in panchina Lanzafame e, pur rischiando grosso, alla fine ha ragione lui e la valigia torna in soffitta. Sorprende davvero il suo modo compassato di stare in panchina in una serata in cui si giocava una fetta di carriera. Voto: 7

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