Riceviamo e pubblichiamo la replica di Maria Luigia D’Amone, la dissidente del M5s esclusa dalle ‘Regionalie’ per le critiche alla gestione del movimento nel video di presentazione. La lettera arriva dopo la vicenda delle dimissioni (respinte) di Laura Alunni come candidata presidente della Regione Umbria, proprio in polemica con la D’Amone, che la accusa di essere stata riammessa nonostante un mancato click
di Maria Luigia D’Amone
Vorrei fugare l’idea di un attacco personale. Laura Alunni per me non rappresenta nulla se non una cittadina qualunque che si è candidata nel M5S. Tutto ciò che sta accadendo ha un ambito, quello politico. La richiesta di trasparenza da parte di un’attivista non può essere considerato un attacco mediatico, tanto più se l’attivista in questione ritiene di aver subito un torto non personale ma politico perché in tutti i modi mi è stata impedito di esprimere politicamente i numerosi voti ricevuti.
Di fatto, nonostante la candidata alla presidenza dia prima le sue dimissioni e poi ci ripensi mettendo sulla bilancia solo il peso dei consensi e degli attestati di stima, non risponde alla richiesta posta circa il suo mancato click “si mi candido” nei termini temporali fissati dallo staff di Beppe Grillo. Nel M5S non abbiamo mai avuto “rispetto” per scale gerarchiche quindi ritengo che nemmeno il senatore Lucidi o Gallinella possano stabilire chi è il “nostro candidato”.
Abbiamo sempre rivendicato il rispetto delle regole e non ero a conoscenza dell’esistenza di un doppio standard di valutazione. Qui si apre davvero un quesito politico perché se Laura Alunni può rientrare in corsa dopo la scadenza dei termini e quindi aver acquisito in ritardo, rispetto agli altri, il titolo di candidata, allora qualcosa è cambiato e il movimento assume forma diversa dall’originale “non associazione” (art. 2 del NON Statuto). Il movimento 5 stelle cambia metodo e sceglie impostazioni di partito dove a decidere non è la base ma i vertici, l’autoritarismo e la discrezionalità. Non c’è nulla di male né di nuovo, basta saperlo. Questa non è una guerra mediatica ma attenta riflessione…politica.
Non credo che Laura Alunni si debba preoccupare di me, la battage elettorale sarà più dura di questa kermesse. Quanto alla mia “dissidenza”, ne sono fiera, il dissenso, dove è ancora possibile esprime democrazia, è il sale del confronto. Un fatto è certo: senza l’intervento, fuori tempo, dello staff lei non sarebbe stata in lizza.
