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L’area di Fontivegge (©Fabrizio Troccoli)

di Maurizio Troccoli

La vicenda del presunto rapimento a Perugia, non è al punto finale. Anzi. Decisioni di ulteriori giudici potrebbero persino ribaltare quella di ieri che ha messo in libertà l’accusato, per assenza di elementi che lasciassero pensare a un sequestro di bambina. Sia chiaro la decisione del giudice arriva a seguito di testimonianze raccolte, videocamere visionate e dichiarazioni dei soggetti coinvolti. Sentenze dei tribunali a parte, quelle istintive della comunità, hanno risentito di una evidente assenza di equilibrio.

La ferocia si è scatenata sui social senza freni inibitori e, da chi avrebbe voluto vedere l’africano impiccato a chi affogato nel mare, gli esempi si sprecano. Tuttavia quell’arena lì è nota e sarebbe non edificante approfondire oltre. Ma la comunità non è fatta soltanto di piattaforme digitali o sfogatoi collettivi. Oggi, un giorno dopo la decisione di rimessa in libertà compiuta da un giudice, non quindi a pochi minuti dall’accaduto, non si registra in giro, a partire dai giornali, una misurata presa di coscienza. Anzi, è più evidente il ‘che schifo questa giustizia’ che il ‘forse ci siamo fatti prendere un po’ troppo’.

Ci sono responsabilità che non ammettono deroghe nei livelli di una comunità. E il giorno dopo avrebbe dovuto fare vibrare in qualcuno il bisogno di affermare: ‘Non c’è nessun rapitore di bambini a Perugia, stando agli elementi fin qui emersi. Ci siamo presi una brutta paura, speriamo che l’evoluzione delle indagini lo confermino’. Ma di questo neppure l’eco. Di echi se ne registrano ancora e nonostante tutto, di tutt’altra natura. Non importa che in tutta Italia si sia urlato che a Perugia si rapiscono bambini.

Servirà ipotizzare che se invece di essere un nero fosse stato un biondo ben vestito, probabilmente i toni sarebbero stati diversi? Probabilmente no. Come neppure ricordare che certi clamori e urli, in passato, su episodi di cronaca hanno fatto molto male alla città. Chissà se la prossima volta proveremo a contare fino a tre. Chissà se avremo sviluppato qualche anticorpo all’isteria contagiosa. Chissà se troveremo qualche ragione per continuare ad avere fiducia nel diritto invece che nella giungla.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.