Mario Mariano

di Mario Mariano

Se contassero le recriminazioni, il Perugia avrebbe già preso il largo e sarebbe nei quartieri alti della classifica. Ogni volta c’è qualcosa che non ha funzionato, un pallone finito a lato, un mezzo rigore, un salvataggio sula linea di porta. Episodi controversi che esistono in tutte le partita di qualsiasi campionato in ogni angolo del mondo; episodi che servono per alimentare dibattiti, negli spogliatoi, sui giornali e nei bar, salvo che poi ci sono i risultati, le classifiche e sono solo loro che contano. Anche al “Picco” il Grifone perugino ha chiuso in attacco, sfiorando il pareggio che avrebbe pure meritato. Ma viene da chiedersi: perché continuare a regalare un tempo all’avversario? Forse è una scelta strategia per provare ad inquadrare la partita, ma intanto lo Spezia ha avuto campo per andare in gol.

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SPEZIA-PERUGIA: LA CRONACA

Bisoli negli spogliatoi ha provveduto a far la prima sostituzione, che ha subito dato un segnale di riscatto e anche a ripresa avanzata ha effettuato due altri innesti, cercando di recuperare e ripetendo la strategia di Pescara. La squadra si è ritrovata cosi con tanti attaccanti e tanti palloni messi in area con la speranza che arrivasse un tocco favorevole o una svirgolata dell’avversario per impattare la partita. Non è sembrato che ci siano stati segnali importanti di qualità di gioco. Si è continuato a puntare molto sull’individualismo; se c’è un giocatore ha la qualità, e questo è il caso di Della Rocca sicuro che riesce a guadagnare la sufficienza e più. Ma quelli che non hanno qualità tecniche per meritare il plauso devono essere almeno uniti dal gioco collettivo, e quello è sembrato carente. Le idee su cosa fare e come farlo non sembrano ancora chiare. Il match con il Cesena non riguarderà il passato di Bisoli, che con i romagnoli ha vinto due campionati di B, ma il suo presente e il futuro della squadra. Un futuro che deve essere migliore, perché di questi tempi nella passata stagione la squadra era in testa alla classifica e non si parlava certo di recriminazioni.

Rosati: Imparabile il gol dello sloveno Brezovec, che è andato a realizzare una rete da manuale, appare talvolta lezioso con i piedi, ma nella ripresa tiene in piedi la squadra, salvando su Nenè. Voto: 6,5

Del Prete: Migliorato rispetto a sabato scorso, più intraprendente, più propositivo, si conferma difensore moderno, capace cioè di saper tirare fuori meglio sia in fase di possesso palla che difensiva. Voto: 6+

Volta: Autorevole, tenace, può perdere pure un duello, ma nei recuperi, primeggia. Voto: 6,5

Belmonte: Si segnala per un tiro dalla distanza, ma anche per la forza fisica che lo assiste e gli permette di arrivare in fondo pur con una preparazione non uguale a quella degli avversari. Voto: 6

Rossi: Non può spingere come magari vorrebbe, perché lo Spezia gioca su tutto il fronte d’attacco. Se la cava con una sufficienza striminzita, anche perchè non prova mai ad affondare. Voto: 6 (1′ st Spinazzola: parte da lui la riscossa della ripresa, forse andava utilizzato già dall’inizio almeno per dare un segnale allo Spezia, che ha subito capito che l’avversario preferiva giocare di rimessa. Voto: 6+)

Rizzo: Non è continuo; le pause si giustificano con gli affanni per tamponare sull’avversario che capita dalle sue parti. Prova a crescere in fase offensiva e qualcosa di meglio rimedia nella ripresa. Voto: 6

Salifu: Al pari del compagno va a fasi alterne, e non si capisce se vi sono margini di miglioramento o la parte migliore del suo repertorio è stata già inquadrata. Prova anche lui il tiro dalla distanza ma senza fortuna. Voto: 6- (dal 24′ st Ardemagni: al Picco non gli vogliono bene, ma lui fa a spallucce e prova ad agire di forza, stringendo i denti e reclamando un rigore dopo un contrasto con Valentini. Forse andava utilizzato prima, e non solo per la storia dell’ex. Voto: 6)

Lanzafame: Forse si è rotta quella sorta di incantesimo tra lui e Bisoli, perché il tecnico finisce sempre per richiamarlo in panchina. Gioca lontano dall’area avversaria, e forse il perché è chiaro: di lui c’è bisogno più a centrocampo che in attacco. Voto: 5,5 (dal 22′ st Drolè: ancora una volta vicino al gol, anzi vicinissimo, peccato che il quasi gol non fa classifica. C’è solo da sperare che il ragazzo abbia più fortuna in tempi brevi. Voto: 6,5)

Della Rocca: Si ha la conferma che è il giocatore di tecnica superiore, spadroneggia nella sua zona, calcia di destro di sinistro come se ancora giocasse i serie A. E’ la nota lieta della serata, il centrocampista da cui ripartire. L’unica pecca è non aver tamponato Brezovec sul gol dello Spezia. Voto: 6,5

Parigini: Indisponente e inconcludente per tutto il primo tempo, con un’involuzione plateale rispetto al potenziale inquadrato nella scorsa stagione. Si rianima e capisce di dover chiedere la collaborazione dei compagni per buona parte della ripresa. Ma allora qual è il vero Parigini?. Voto: 5,5

Di Carmine: Entra ed esce dalla partita con troppa frequenza; alterna giocate interessanti ad errori marchiani. Ha il merito di crederci fino in fondo ed è suo il tiro sul filo di lana che sfiora l’1-1 . Voto: 6

Bisoli: Da lodare perchè non si scoraggia mai, ma forse anche lui dovrà rivedere qualche concetto tattico. Partire con un gol di svantaggio resta sempre un handicap, ed anche se i cambi sembrano azzeccati non sempre è possibile recuperare. Voto: 5,5

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