di Mario Mariano
Non c’è vittoria senza sofferenza e il Perugia ha voluto sperimentarlo sulla propria pelle e su quella dei tifosi che hanno aspettato il fischio dell’arbitro come una liberazione. Per il terzo successo di fila – ipotesi considerata una follia fino a qualche settimana fa -, c’è stato bisogno della conferma dei nuovi e tra questi ci va inserito pure Fabinho non tanto e non solo per i quattro mesi di squalifica, quanto perché le sue caratteristiche si integrano molto bene con quelle di Ardemagni. L’uno sa come servire l’altro, e quel continuo cercarsi ha dato frutti copiosi, facendo anche rifiorire la vena di Verre, che ha capito i tempi di inserimento in area e peccato che dopo il goal che ha sbloccato il risultato il centrocampista abbia fallito nella ripresa il goal che avrebbe steso lo Spezia.
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C’è stato da soffrire fino in fondo nonostante la superiorità numerica per tutta la ripresa perché l’avversario era di quelli tosti, capace di macinare gioco, di ribattere colpo su colpo pur sotto di due goal. Vero che la squadra di Bjelica (in tribuna perché squalificato) per riaprire la partita ha avuto bisogno di un clamoroso autogoal di Goldaniga, che ci ha ricordato il Niccolai dei tempi del Cagliari. Ma le recriminazioni lasciano il tempo che trovano, visto che i nove punti sono arrivati anche grazie ad un portiere che ha saputo prendersi le sue brave rivincite e che martedi sera a Frosinone potrebbe mettere la ciliegina sulla torta, ricordandosi di riscattare la papera della partita d’andata.
INTERATTIVO: ANDAMENTO DEI GRIFONI PARTITA PER PARTITA
Permettersi di tenere Lanzafame in panchina, vuol dire che Camplone sapeva bene come venire a capo di una situazione che si era complicata con gli infortuni di Crescenzi e Fazzi. Proprio puntare sulla stessa formazione conferma l’inversione di marcia del tecnico che ha recuperato non solo posizioni di classifica, ma anche fiducia in se stesso. Camplone a mente fredda riconoscerà di aver fatto in passato scelte discutibili, e proprio il ritorno ad una squadra base sembra premiarlo giustamente.
TIMELINE:TUTTO IL CAMPIONATO IN UN MINUTO
Koprivec: Amelia può aspettare e lo si capisce quando lo sloveno sfodera un doppio intervento su Nenè innescato da una torre di Datkovic dopo l’angolo battuto da Piccolo. E’ il 22′ del pt, la svolta della partita. Sicuro anche nelle uscite, la rinascita parte anche da lui. Voto: 7
Goldaniga: Non è tanto l’autogoal a contrassegnare la sua prestazione (è un infortunio che in carriera capita anche ai campioni) quanto la supponenza tattica, una concentrazione non sempre costante. Voto: 6-
Giacomazzi: La sensazione netta è che tragga grande giovamento dalla fisicità di Hegazy che non si risparmia, e comunque stavolta è privo di censure, perché mette il piede anche in attacco in occasione del goal di Verre. Voto:7
Hegazy: Non si risparmia, si capisce che considera Perugia come una tappa fondamentale per una carriera ancora tutta da decifrare. Difesa rinforzata e fallo da ultimo uomo quantomai opportuno, Giannetti si sarebbe presentato solissimo davanti a Koprivec. Voto: 6.5
Faraoni: Destra o sinistra per lui non cambia nulla, e neppure per chi deve valutarne il rendimento. Che è costante, a volte incisivo, perché i piedi sono buoni e la scuola calcistica pure. Ha aggiunto qualità ed esperienza al centrocampo. Voto: 6.5
Rizzo: Forse neppure lui immaginava sarebbe stato così agevole il suo inserimento in una nuova squadra. Elemento di peso nelle due aree come accadeva una volta: decisivo in difesa e attacco, ed il piede è meno approssimativo di quanto si era visto in precedenza. Voto: 7
Fossati: Marcarlo non è facile, forse impossibile perché sa da dove parte l’azione, così come sa quando c’è bisogno di assistenza per un compagno in difficoltà.Il limite magari è che deve migliorarsi nel tiro a rete, avesse anche quello… Voto: 7
Verre: Tarantolato, sembra essere rifiorito anche fisicamente, perché lo trovi ovunque e visto che il tandem d’attacco ha alzato i ritmi aumentano per lui le possibilità di infilarsi in area. Voto: 7 (dal 32′ st Nicco: Partecipa alla festa finale, lottando su ogni pallone. Voto: ng)
Crescenzi: Un paio di cross, qualche contrasto ruvido e si capisce che va a scartamento ridotto per infortunio. Voto: ng (dal 30′ pt Fazzi: Fatica ad entrare in partita ed alza bandiera bianca a metà ripresa. Voto: ng (dal 21′ st Nielsen: Stenta a viaggiare all’andatura dei compagni, si salva mantenendo la posizione. Non sembra dotato di tiro dalla distanza. Voto: ng)
Fabinho: Forse la sua migliore prestazione da quando è a Perugia, che meriterebbe il premio del goal. Uno spettacolo vederlo saltare gli avversari con le finte di corpo, filare verso la porta avversario con accellerazioni che infiammano i tifosi. Fondamentale nelle ripartenze. Voto: 8
Ardemagni: Lotta per due per rivalsa contro chi lo ha snobbato. Chissà se Bjelica si sarà pentito di non avergli dato possibilità. La grande foga e le energie spese per difendere il risultato gli tolgono lucidità sotto rete nella ripresa. Plateale la gioia dopo il goal. La rivincita, a volte, va servita fredda. Voto: 6.5
Camplone: Avversario tosto lo Spezia, venirne a capo non è stato facile. Ha intuito al debutto dei nuovi – non felicissimo a Vicenza -, che avrebbe dovuto insistere, ed è stato ripagato. Ha ritrovato lucidità di idee insistendo sulla stessa formazione. Voto: 7
