di Vladimiro Zaffini*
I fatti relativi alla recente gara d’appalto della Asl 3 riguardanti la gestione dei servizi psichiatrici nel territorio di Foligno e Spoleto, sollecitano l’avvio di una serena e costruttiva riflessione sulla compatibilità tra il rispetto formale e sostanziale delle metodologie che sottendono allo svolgimento delle procedure ad evidenza pubblica ed il rispetto dei diritti e delle esigenze dei cittadini che fruiscono dei servizi socio sanitari oggetto di gara.
Questo perché nei servizi psichiatrici, come in molti altri servizi socio sanitari, la relazione che si instaura tra il personale delle cooperative sociali, gli utenti ed i familiari, il personale pubblico e gli altri attori della comunità rappresentano un elemento determinante per la qualità e l’efficacia del servizio. In questi servizi nel corso degli anni si è costruita una relazione di fiducia tra i cittadini che fruiscono del servizio ed i soci delle cooperative sociali che li erogano. Questa relazione è stata violentemente interrotta con la recente gara d’appalto.
Se a chi gestisce un servizio sociale è universalmente riconosciuta la validità dell’intervento, la qualità delle risposte e la soddisfazione degli utenti, dei familiari e della collettività come si può prescindere da queste valutazioni nel processo di preparazione e valutazione di una gara d’appalto? Per i servizi socio sanitari dell’Asl 3 il legame con il territorio è un valore da tutelare o rappresenta un disvalore da penalizzare, sacrificandolo magari sull’altare del rispetto formale delle norme che regolano gli appalti?
Siamo convinti che solo una reale coprogettazione degli interventi tra soggetti pubblici e attori del privato sociale, peraltro prevista dalle vigenti norme, possa superare le logiche economicistiche o peggio ragionieristiche, che spesso sono adottate nelle gare d’appalto.
Dato che queste norme esistono ci chiediamo per quale motivo in materia di servizi sociali le stazioni appaltanti pubbliche non si assumono la responsabilità delle scelta avviando reali percorsi di coprogettazione, in grado di mobilitare le risorse di tutte le forze sociali, l’associazionismo, il volontariato e la cooperazione sociale del territorio. Ponendo al centro i bisogni, gli interessi ed i diritti dei cittadini.
*Responsabile settore Servizi Sociali – Associazione Servizi Legacoop Umbria
