Un’Umbria che riflette sì la dinamica nazionale, ma che resta nella parte relativamente alta della classifica dei prezzi rispetto a molte regioni settentrionali. È questa la fotografia della regione che emerge dal report sull’inflazione pubblicato mercoledì dall’Istat.
I dati In particolare, in Umbria la dinamica dei prezzi rallenta leggermente a luglio, ma resta relativamente elevata rispetto a gran parte del Nord Italia. La crescita annua dei prezzi, secondo il report pubblicati mercoledì dall’Istat, è del 2,9 per cento, esattamente come la media nazionale. A Perugia il ritmo è più contenuto e si ferma al 2,6 per cento. Il dato regionale scende dal 3 per cento di giugno, in linea con il rallentamento registrato in Italia, e colloca il Cuore Verde in una posizione intermedia tra le regioni del Centro: il Lazio è al 3,1 per cento, le Marche al 2,8 e la Toscana al 2,5.
I territori Nel confronto con le principali città del Centro, Perugia presenta una dinamica dei prezzi più contenuta rispetto a Roma, al 3,2 per cento, ma superiore ad Ancona (2,3 per cento), e Firenze (2,2). A livello nazionale, i valori più elevati si registrano in Calabria (3,5 per cento), Campania (3,3), Puglia e Sicilia (3,2), mentre Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia sono al 2,9 per cento come l’Umbria. Nel Nord, invece, prevalgono tassi inferiori: la Lombardia è al 2,8 per cento, Piemonte, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige al 2,7 per cento, il Veneto al 2,6 per cento e la Valle d’Aosta al 2,1 per cento.
Le dinamiche A spingere i prezzi verso l’alto sono soprattutto gli energetici regolamentati, cioè le tariffe di luce e gas nel mercato tutelato, aumentati del 14,8 per cento su base annua. Il gas di rete cresce del 21,8 per cento e l’elettricità del 9,7 per cento. Anche i servizi legati all’estate contribuiscono alla crescita: quelli di alloggio aumentano del 4,0 per cento. Al contrario, rallentano gli energetici non regolamentati, passati dal 13,3 all’11,4 per cento, e gli alimentari non lavorati, dal 4,4 al 3,6 per cento.
