Il campo base del Genio a Norcia

di Chiara Fabrizi

Centoventi uomini del Genio militare assegnati a Norcia, il contingente dell’Esercito sale a circa 300 unità e conta su un centinaio di mezzi, tra cui quelli meccanici. Ad annunciare i nuovi arrivi è direttamente il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, che sabato mattina ha rinforzato il numero di assetti specialistici messo a disposizione per le attività di ripristino dello stato dei luoghi del Centro Italia colpiti dal terremoto del 30 ottobre.

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Genio militare a Norcia con 120 uomini «Da questa mattina – ha detto il Capo di Stato della Difesa – altri militari saranno impegnati nelle zone colpite dal sisma, circa 300 uomini si sono portati nell’area di Muccia (Macerata) mentre assetti aggiuntivi saranno destinati anche a Norcia». In base a quanto risulta a Umbria24 gli uomini del Genio destinati alla città di San Benedetto sono circa 120. Un’avanguardia è già sul posto da alcuni giorni e nel campo adiacente alla tendopoli allestita da Allegrini sono iniziate le operazione di insediamento del campo base, in cui verranno alloggiati gli uomini e parcheggiati i mezzi. Dalla prima ondata sismica che ha sconvolto il centro Italia lo scorso 24 agosto, i militari stanno lavorando a stretto contatto con protezione civile, vigili del fuoco e volontari, fornendo «le migliori capacità di personale, mezzi ed attrezzature speciali» a favore della popolazione, al fine di garantire l’incolumità di persone e beni, il sostegno agli sfollati e rendere il più veloce possibile il ripristino dei servizi essenziali. «Le Forze armate – ha sottolineato il generale Graziano – in casi di pubbliche calamità sono uno degli strumenti a disposizione della protezione civile, prontamente impiegabili grazie alla capacità duale dei propri mezzi, all’elevata specializzazione del personale e all’esperienza maturata nei teatri operativi internazionali. La sinergia che si è creata tra tutte le forze intervenute, civili e militari, ha davvero funzionato ed è per me – ha concluso il Capo di Stato della Difesa – motivo di orgoglio».

Dalle urbanizzazioni all’antisciacallaggio I compiti principali assegnati al Genio riguardano la realizzazione opere di urbanizzazione primaria per l’installazione dei moduli abitativi; ricognizione e ripristino della viabilità; e attività di tutela del patrimonio culturale. In Umbria in particolare il contingente militare raggiunge quota 300 unità (non 350 come inizialmente riportato) ed è dotato di un centinaio di mezzi, diversi dei quali meccanici destinati agli interventi di ripristino. Sempre nella terra di San Benedetto gli ingegneri miliari dovrebbero procedere alla messa in sicurezza idraulica del Torbidone, torrente sparito dopo il sisma del ’79 e riaffiorato il 30 ottobre scorso, allagando campi coltivati, una strada e minacciando una stalla con quaranta ovini. Sempre all’Esercito si guarda per tentare di aprire una via d’accesso per Castelluccio, completamente isolata a seguito del terremoto di magnitudo 6,5, mentre è certo l’impiego dei militari per l’urbanizzazione del campo container di via XX Settembre e di un altro frazionale non ancora individuato. Contestualmente continuano le attività già note, ossia l’impiego degli Alpini per i dispositivi di sicurezza antisciacallaggio nelle zone rosse, ma anche quello del battaglione Mezzi mobili campali che è al lavoro nella tendopoli allestita alla Cittadella dello sport, dove si occupano della mensa. Vanno quindi avanti le attività a supporto della popolazione e dei soccorritori attraverso anche sul fronte rifornimenti e trasporti.

@chilodice

 

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