Il tribunale penale di Perugia (Foto F. Troccoli)

È stato arrestato in flagranza e poi ha patteggiato una pena a un anno e quattro mesi di reclusione (più 400 euro di multa) un 43enne di Piano di Sorrento accusato di aver tentato una truffa aggravata ai danni di un 85enne di Città di Castello con il metodo del «finto carabiniere». La sentenza è stata pronunciata dal giudice del tribunale di Perugia, Alberto Avenoso. Secondo quanto riportato negli atti giudiziari l’uomo – difeso dall’avvocato Saschia Soli – avrebbe contattato la vittima presentandosi come comandante dei carabinieri di Città di Castello e sostenendo che l’auto dell’anziano fosse stata utilizzata per commettere una rapina. Con questo stratagemma avrebbe cercato di convincerlo a consegnare i gioielli custoditi in casa per una presunta «verifica», sostenendo che altrimenti avrebbe rischiato di essere coinvolto nel reato.

Il tentativo di truffa L’anziana vittima però non ha creduto alla storia e avrebbe reagito iniziando a urlare «al ladro, al ladro», impedendo così che il piano andasse a buon fine. Negli atti si parla di «artifizi e raggiri» e viene contestata anche l’aggravante di aver cercato di approfittare dell’età avanzata della persona offesa, inducendola a temere «un pericolo immaginario» legato a una presunta responsabilità per rapina. Dagli atti emerge che i carabinieri – quelli veri, stavolta – hanno eseguito perquisizioni e sequestri, raccogliendo elementi ritenuti sufficienti a ricostruire il tentativo di truffa.

La decisione del giudice Il tribunale ha accolto la richiesta di applicazione della pena concordata tra accusa e difesa. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, tenendo conto anche della collaborazione fornita dall’imputato e dell’assenza di precedenti ostativi. Disposta inoltre la confisca di uno dei telefoni cellulari utilizzati per il tentativo di truffa, mentre un altro apparecchio è stato restituito all’imputato.

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