di Enzo Beretta
La Fiat 500 bordeaux utilizzata per mettere a segno nei giorni scorsi l’assalto al furgone portavalori di Umbertide dal commando di rapinatori fuggiti con un bottino di 300 mila euro è stata rubata il 22 dicembre nel parcheggio dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. È di proprietà di un’infermiera che quel giorno, quando è uscita alla fine del turno di lavoro, intorno alle 14.15, non l’ha più trovata e ha denunciato il furto alle forze dell’ordine.
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Le indagini sul furto per arrivare alla rapina Secondo quanto si apprende alla Fiat 500 utilizzata poche settimane più tardi per la rapina di Umbertide sono state sostituite le targhe ma attraverso il numero del telaio si è arrivati a identificare la proprietaria che, ancora, però, come si apprende dall’avvocato Stefania Filipponi, non l’ha avuta indietro. Sono infatti in pieno svolgimento le indagini sull’assalto e, gli investigatori, proprio ripartendo da quel furto avvenuto in pieno giorno nell’area di sosta dei dipendenti del nosocomio di Foligno, sperano di ottenere elementi utili all’indagine della rapina del 26 gennaio durante la quale è stata anche malmenata una guardia giurata, colpita con il calcio del fucile.
L’auto tenuta ‘calda’ Durante la fuga la Fiat 500 utilizzata dai fuggiaschi per allontanarsi – successivamente cambiata con un’altra auto tenuta ‘calda’ a un chilometro di distanza dall’ufficio postale di Umbertide – è stata centrata da alcuni colpi di pistola esplosi dall’altro vigilante, uno dei quali ha centrato il lunotto andato in frantumi. Sono in corso le indagini per comprendere se la Fiat 500 possa essere stata rubata dagli stessi che hanno commesso la rapina oppure se il furto sia stato messo a segno su commissione; da capire anche dove sia stata tenuta la Fiat 500 fino al giorno della rapina, prima di essere utilizzata per raggiungere l’ufficio postale ed essere abbandonata crivellata dai colpi.
