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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 17:11

Assalto al portavalori: rubati 300 mila euro in meno di mezzo minuto. Esplosi sei colpi

Un vigilante aggredito e disarmato, il collega spara ma i banditi scappano. Il complice con la station wagon per la fuga pulita

Assalto al portavalori

di Chiara Fabrizi

Quindici secondi. Tanto è durato l’assalto al portavalori che consegnava i soldi delle pensioni all’ufficio postale di Umbertide e che ai tre banditi, due quelli che sono entrati in azione coi fucili e il volto travisato, più il palo che aspettava in via Kennedy con una station wagon scura, è fruttato 300 mila euro in contanti. Un colpo da professionisti dicono gli investigatori, che stanno mettendo insieme i tasselli su quanto accaduto mercoledì mattina davanti alla filiale dove sono stati refertati sei bossoli, tanti quanti sarebbero i colpi esplosi. Alcune fonti sostengono che tutti sarebbero partiti dalla pistola di una delle due guardie giurate in servizio, ma il collega è stato ferito dai due banditi, che gli avrebbero anche strappato la pistola dalla fondina. Da capire, dunque, se almeno alcuni dei bossoli ritrovati possano essere stati esplosi dai rapinatori con l’arma di servizio del vigilante aggredito.

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Assalto al portavalori L’assalto si è consumato intorno alle 8.20 quando due banditi sono arrivati a elevata velocità a bordo di una Fiat 500 L di colore rosso, poi risultata rubata, e si sono fermati dietro al furgone portavalori, scagliandosi contro la guardia giurata che aveva in mano i sacchetti contenenti i soldi. Il vigilante sarebbe stato colpito due volte al volto e sarebbe caduto a terra. I due ladri hanno quindi preso i sacchetti in cui erano custoditi circa 300 mila euro, anche se dentro al furgone ce n’erano molti di più, si parla di oltre un milione di euro, e sono scappati.

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Esplosi sei colpi La rapina è stata rapidissima, ma l’altro vigilante avrebbe fatto in tempo a estrarre la pistola e a sparare contro i due banditi alcuni colpi. Qui non è chiaro se i malviventi abbiano risposto al fuoco, ma i rilievi farebbero propendere per il no. Certo è che almeno uno dei colpi esplosi dalla guardia giurata ha centrato il lunotto posteriore della Fiat 500 L rossa, che i rapinatori hanno guidato per meno di un chilometro, precisamente fino in via Kennedy, dove è stata ritrovata col vetro posteriore in frantumi.

Il palo con la station wagon Secondo la ricostruzione fin qui emersa ad attenderli c’era un complice a bordo della station wagon nera di grossa cilindrata. Un’auto notata da più persone e su cui sono in corso accertamenti. Subito sono state diramate le ricerche e scattati una serie di posti di blocco, ma l’attività è stata finora infruttuosa e ora, molto probabilmente, occorreranno accurate e lunghe indagini per tentare di identificare la banda.

Indagini Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per soccorrere la guardia giurata ferita, che è stata trasportata al Pronto soccorso di Umbertide, mentre gli investigatori hanno compiuto tutti i rilievi del caso, ascoltato i testimoni e proceduto all’acquisizione di una serie di registrazioni di videosorveglianza, che ora sono al vaglio e da cui si spera di catturare elementi utili per le indagini.  L’assalto al portavalori non può non riportare alla memoria il dramma del carabiniere Fezzuoglio, ucciso da un commando di rapinatori nella stessa città, nel 2006, nella filiale Monte dei Paschi di Siena.

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