Sono considerati gli autori di svariate scorribande compiute nel territorio di mezza provincia, dal Trasimeno a Perugia fino a Collepepe, dove i tre sono incappati nel controllo. Il fermo di polizia giudiziaria a loro carico è scattato nella notte tra domenica e lunedì dopo che la banda è stata bloccata a Marsciano dai carabinieri a bordo di una Fiat 500 risultata rubata a Passignano sul Trasimeno il 20 marzo. All’interno dell’auto arnesi da scasso, un coltello a serramanico, due cartucce da fucile da caccia e numerosi oggetti rubati, tra cui una carta bancomat sparita durante una rapina avvenuta a Ponte Pattoli (Perugia) il 24 marzo, quando un uomo è stato minacciato per sottrargli il borsello.
Immediatamente sono scattati una serie di accertamenti, che hanno anche permesso agli uomini del capitano Giovanni De Liso, di collocare i tre e l’auto rubata in un autolavaggio di Collepepe, dove poco prima erano stato compiuto un tentativo di furto, consistito nel forzare due gettoniere, che però non hanno ceduto. Le indagini a carico del un 29enne algerino, del 34enne italiano e della 30enne anche lei italiana, hanno permesso nel giro di poco di individuare una camera di albergo a Perugia in uso ai tre, che è stata subito perquisita.
Qui sono stati trovati 10 grammi di cocaina, documenti rubati, tra cui una tessera prepagata e un libretto postale, risultati bottino di un furto sempre recente compiuto a Umbertide forzando un’auto. La rilevante serie di elementi raccolti a carico dei tre ha convito a far scattare il fermo e su disposizione della Procura di Spoleto i tre sono stati portati in carcere, i due uomini a Maiano (Spoleto) e la donna a Capanne (Perugia). Martedì mattina sono comparsi davanti al gip per la convalida del fermo: il giudice ha lasciato in carcere il 29enne, concesso i domiciliari col braccialetto elettronico al 34enne e rimesso in libertà con l’obbligo di firma la donna, che è stata anche segnalata in Prefettura come assuntrice di droga, avendo sostenuto che i 10 grammi di cocaina erano suoi.
