di Daniele Bovi, Chiara Fabrizi e Massimo Colonna
Alle 19 hanno votato a Foligno il 44 per cento degli elettori. Questi i dati forniti dal ministero dell’Interno a proposito dell’affluenza nel Comune umbro in cui è in corso il ballottaggio per le elezioni amministrative. La percentuale folignate delle ore 19, rispetto a quella del 57,53 registrata al primo turno il 26 maggio, è decisamente più bassa. Ma si vota anche in altri quattro Comuni umbri: a Bastia Umbra l’affluenza alle 19 è al 35,36 per cento (57,86 primo turno), Gubbio 37,53 (56,86), Marsciano 46,41 (62,44), Orvieto 46,40 (59,95).
Cinque ballottaggi con vista sulle regionali Oggi saranno 119.963 gli umbri chiamati ai seggi per i ballottaggi a Foligno, Marsciano, Gubbio, Bastia Umbra e Orvieto. Un voto pesante perché i risultati delle urne permetteranno di tracciare il vero bilancio di questa maxi tornata di amministrative (63 i Comuni coinvolti) e perché non potranno non influenzare il percorso verso le regionali d’autunno. Per ora il centrosinistra con le sue diverse declinazioni territoriali si è confermato in 26 Comuni ma solo 5 di questi (Castiglione del Lago, Gualdo Tadino, Magione, San Giustino e Spello) hanno almeno 8 mila abitanti; quasi tutti gli altri sono al di sotto dei 4 mila. Il centrodestra invece ha tenuto 7 Comuni, cedendo al centrosinistra tre piccole realtà (meno di 5 mila abitanti in tutto) come Sellano, Sigillo e Penna in Teverina; 10 invece quelle che hanno imboccato la strada inversa, per un totale di 42.947 persone.
COMUNALI: TUTTI I RISULTATI
LA NUOVA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA
Foligno: battaglia campale I risultati di oggi dunque sposteranno gli equilibri politici. Il centrosinistra è chiamato a evitare un altro pesante 5-0 dopo quello delle politiche e a fermare un trend chiaro ormai da anni, cioè quello che vede gli avversari conquistare tornata dopo tornata le più grandi e importanti città della regione, mentre Pd e soci mantengono (e non sempre) quelle più piccole. Delle cinque città al voto solo Bastia Umbra è governata dal centrodestra ma oggi tutti gli occhi saranno su Foligno, fin da due settimane fa vera linea Maginot del centrosinistra. Città di Castello a parte, infatti, la patria della Quintana è ormai l’ultimo dei 5 Comuni più popolosi dell’Umbria a essere in mano a Pd e alleati. E da qui non potranno non arrivare indicazioni in vista delle regionali, un voto a metà strada tra quello politico e quello più propriamente amministrativo che per il centrosinistra si annuncia tutto in forte salita. Confermarsi a Foligno con una candidatura civica come quella di Luciano Pizzoni avrebbe un valore politico e simbolico molto importante.
SPECIALE EUROPEE
MAPPA: EUROPEE, L’UMBRIA È VERDE LEGA
Incognita affluenza Il primo dato da tenere in considerazione sarà quello dell’affluenza: quanto sarà forte il ‘partito’ degli astenuti? Di solito ai ballottaggi, partite diverse rispetto al primo turno, il numero di elettori cala in modo sensibile, un dato indicativo dell’apatia elettorale e dello scarso appeal che molte sfide hanno tra gli elettori. Chi, dunque, sarà riuscito a mobilitare e motivare i propri sostenitori conquisterà la vittoria.
LA MARATONA DEL 26 MAGGIO
COMUNI UMBRI, L’AVANZATA DEL CENTRODESTRA
Foligno All’ombra del torrino si consuma il ballottaggio più importante dell’Umbria come il clima incandescente delle ultime ore non ha mancato di certificare. A partire in vantaggio è l’avvocato leghista Stefano Zuccarini candidato sindaco del centrodestra (44,72%), appoggiato da una coalizione a quattro (Lega, Fi, Fd’I e Più in alto), che il 26 maggio ha raccolto circa duemila voti in più del candidato sindaco del centrosinistra Pizzoni (38,27%, appoggiato da una coalizione a cinque forze (Pd più quattro civiche). Nessuno dei due è riuscito a strappare l’apparentamento formale col M5s di Davide Fantauzzi (11,59%), che è l’ago della bilancia del ballottaggio insieme all’astensionismo. Zero accordi alla luce del sole anche coi tre candidati sindaco che al primo turno non hanno superato la soglia di sbarramento e quindi non siederanno in consiglio comunale: la sfida è tutta tra il centrodestra di Zuccarini e il centrosinistra di Pizzoni.
Bastia A Bastia, dove il centrodestra che ha governato nell’ultimo decennio si è diviso, Paola Lungarotti (sostenuta da due civiche, Fi e Fdi) ha chiuso il primo turno con quasi sei punti di vantaggio su Lucio Raspa (appoggiato da Pd e tre civiche), che spera i un bis di quanto accaduto ad Assisi, dove nel 2016 il centrodestra si è frantumato consegnando la vittoria a Stefania Proietti. Oltre che dal mancato apparentamento tra le candidate del centrodestra, le ultime due settimane sono state segnate della tensione e decisivi saranno i voti della leghista Degli Esposti, dell’alleata Renzini (che in prima battuta aveva trattato con il centrosinistra) e della pattuglia grillina. Anche qui, nessun apparentamento ufficiale e la partita pare tutto sommato almeno giocabile per il centrosinistra.
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PERUGIA, PREFERENZE: FLOP M5S E MALE LEGA
Marsciano e Gubbio Centrodestra sulla carta favorito a Marsciano, dove la leghista Francesca Mele (45%) ha più che doppiato il centrosinistra di Stefano Massoli (21%), arrivato alla candidatura dopo il decennio di Todini e un percorso travagliatissimo. Al primo turno si erano presentate anche le civiche di Sergio Pezzanera e Carlo Cavalletti, che però hanno detto no a un accordo col centrosinistra. Per il centrodestra, in caso di vittoria, sarebbe una prima assoluta in questa roccaforte della sinistra, dove nel corso dei decenni si sono alternate le giunte targate Pci-Pds-Pd. Altra gloriosa roccaforte rossa è Gubbio, senza dubbio la città dove il centrosinistra in questa tornata di ballottaggi parte meglio. Il sindaco uscente Filippo Stirati dopo aver rotto col Pd (ma non con i tanti elettori dem che hanno scelto lui e non Cardile, relegato a un pessimo 7%) ha chiuso in testa con il 39%, doppiando o quasi il centrodestra unito di Marzo Presciutti Cinti (22,7%). In ‘libera uscita’ dunque quasi il 40% degli elettori che al primo turno hanno scelto le civiche di Goracci, Farneti e Cardile o il M5s di Rughi. Formalmente tutti e 4 non hanno indicazioni di voto ma tra l’elettorato di Goracci il messaggio pro Stirati sta passando e i farnetiani sembrano divisi a metà, mentre il M5s dalla vittoria del sindaco uscente guadagnerebbe un eletto in più. Insomma, Stirati parte in pole.
REGIONALI, SCHIERAMENTI A CACCIA DI CANDIDATI
ORVIETO, APPARENTAMENTO GERMANI-ROSATI
Orvieto Ultime ore prima del voto del ballottaggio anche nella Città della Rupe, dove a contendersi la fascia tricolore sono Roberta Tardani, a capo della coalizione di centrodestra, e Giuseppe Germani per il Partito democratico. Il nome del sindaco uscirà dunque domenica notte (lo scrutinio inizia alle 23) dagli uffici comunali che hanno allestito anche una postazione aperta ai cittadini per seguire lo spoglio in diretta. Ultimi giorni tesi tra i due contendenti, anche per via di alcuni atti vandalici denunciati da entrambe le parti. L’esponente del centrodestra punta sul 43 per cento dei consensi ottenuti al primo turno, contro il 31 per cento conquistato da Germani che nel frattempo ha stretto un accordo con la lista civica di Tiziano Rosati (4.3%). In mezzo ecco la lista di Franco Raimondo Barbabella, che può essere decisivo con il 17 per cento anche se nelle due settimane seguenti al primo turno non sono emerse indicazioni di voto, nonostante qualche ‘corteggiamento’ più o meno esplicito. Da capire anche il comportamento elettorale dei 1.600 elettori che all’ultimo turno avevano votato per il Movimento Cinque Stelle, che come noto non ha presentato il suo candidato sindaco. Vincesse la Tardani sarebbe la prima sindaco donna di Orvieto: nel caso di vittoria di Germani si tratterebbe di una rimonta clamorosa che lo porterebbe al secondo mandato.
