Un odore acre e nauseabondo di scarti ittici e oli bruciati, percepibile nel raggio di qualche chilometro, soprattutto al mattino, è motivo di malessere per i residenti in zona Maratta/Sabbione a Terni. Si tratta di puzze attribuite all’attività del mangimificio 4fish. «Nonostante le rassicurazioni dell’azienda sull’installazione di nuovi filtri e i protocolli sottoscritti con le istituzioni, la situazione – denunciano i cittadini – non è cambiata. Siamo cittadini prigionieri nelle nostre case. Impossibile aprire le finestre». Tra le vittime di questo disagio, una donna riferisce a Umbria24 di aver depositato formale esposto alle autorità competenti in materia.
«Viviamo in una città ostaggio di emissioni che, seppur definite ‘non tossiche’, all’esito di monitoraggi e analisi specifiche, rendono la qualità della vita pessima. Il problema persiste nel silenzio delle istituzioni. Terni non è solo industria – commenta la residente in questione -, è una città di persone che hanno il diritto respirare senza avere conati di vomito ogni mattina».
