di Marta Rosati
Sarebbe destinato all’attenzione dell’Anac il caso della recente nomina dell’ex assessore Sergio Cardinali alla presidenza della società partecipata del Comune, Asm Terni.
Aggirato l’ostacolo Tuel, grazie al Decreto Milleproroghe dello scorso anno, per l’ex amministratore della giunta Bandecchi è stato possibile assumere il ruolo di vertice nella S.p.a. subito dopo il rimpasto voluto dal sindaco, senza attendere il periodo di stop previsto invece dal Testo unico degli enti locali. Uno scambio di ruoli, di fatto, quello verificatosi, perché l’ex presidente di Asm, Gabriele Ghione, è stato contestualmente nominato assessore a Palazzo Spada. Dall’azzeramento dell’amministrazione, ai componenti di giunta riabilitati e quelli di nuova nomina, è stato ‘un attimo’.
Il primo cittadino, Stefano Bandecchi, ha deciso tutto in poche ore e intanto in via Capponi c’era necessità di approvare il bilancio. Anzi ‘urgenza’. Questa la caratteristica che avrebbe consentito agli Uffici di procedere in assenza della consueta procedura di selezione curriculum, a seguito di bando per manifestazione di interesse. Un iter che avrebbe ignorato una linea d’indirizzo politico ratificata dal consiglio comunale nel 2024 e che risulta stia alimentando una divergenza tra diverse figure interne alla sede municipale. In particolare, della questione si starebbero occupando il capo di Gabinetto del sindaco e il Segretario generale dell’ente, facendo anche riferimento al Responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza. Due le diverse interpretazioni: c’è chi sostiene la tesi del carattere d’urgenza e chi invece intravede una forzatura, in violazione di un ‘regolamento’ assimilato. Per un parere tecnico qualificato, qualcuno avrebbe così interessato l’Anac.
L’input è evidentemente esterno; non mancherebbe cioè chi trama un piano per scalzare l’ex sindacalista, anche e soprattutto per ragioni politiche. Un piano teso a minare la credibilità del sindaco Bandecchi, già in qualche modo travolto dalle vicende rossoverdi, dato il suo passato da patron delle Fere; un ruolo al quale ha abdicato per incompatibilità con la carica di primo cittadino, lasciando il club in balia di diversi soggetti che da allora si sono succeduti con risultati scarsi, che potrebbero rivelarsi persino nefasti. Nel dibattito cittadino, non manca chi, in questo senso, attribuisce all’imprenditore livornese una grossa fetta di responsabilità. Tempi duri.
