giovedì 24 ottobre - Aggiornato alle 00:02

Regionali, la caccia al candidato presidente di centrosinistra e centrodestra

Tra pochi mesi Umbria al voto dopo le dimissioni della presidente. Pd tra sguardi al centro, ipotesi e convegni

L'ingresso di Palazzo Donini, sede della giunta regionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Benché vivano un momento molto differente il centrodestra e il centrosinistra umbro in vista delle regionali iniziano a costruire la casa partendo dal candidato presidente, cioè dal tetto. Tra le poche certezze in questa fase c’è quella che si andrà al voto nel giro di pochissimi mesi, presumibilmente tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, e che il centrodestra sente la vittoria in tasca. Nel Pd commissariato a causa di Concorsopoli tutte le valutazioni sono rimandate a dopo i ballottaggi del 9 giugno, cioè dopo le partite di Foligno, Orvieto, Marsciano, Bastia Umbra e Gubbio, decisive per tracciare un bilancio di queste amministrative. Questo non significa che nel partito non si ragioni già sul da farsi in vista del voto, necessariamente con molte opinioni in libertà.

LA NUOVA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

Gli scenari Tra le opzioni c’è quella di Camilla Laureti, reduce da una buona performance alle europee (oltre 40 mila preferenze) e volto giudicato spendibile per tentare di difendere Palazzo Donini. Un pensiero sulla candidatura lo sta facendo anche Giacomo Leonelli, che in consiglio regionale non ha votato sulle dimissioni di Catiuscia Marini e che più volte nelle ultime settimane ha voluto sottolineare la distanza tra lui e alcuni dossier portati avanti nel corso degli anni dalla giunta. Sul tavolo ci sono anche i nomi del sindaco di Corciano Cristian Betti e di quello di Narni Francesco De Rebotti. Al momento tutte ipotesi e opinioni in libertà, come quelle di chi pensa alle primarie. Al centro di un altro possibile scenario c’è il candidato della cosiddetta società civile, un nome forte di sicuro non facile da trovare visto che il vento tira da tutt’altra parte. La necessità, vista l’estrema gravità della situazione, è quella di trovare una figura in pochissime settimane.

IL PERCORSO VERSO IL VOTO: LE TAPPE

Al centro Nelle scorse ore due figure importanti del partito come la presidente dell’assemblea legislativa Donatella Porzi e il consigliere regionale Marco Guasticchi hanno indicato qual è, secondo loro, la direzione in cui guardare: «Dobbiamo comprendere – dice la prima – le ragioni delle difficoltà che il centrosinistra e, in modo particolare, il nostro Pd, trova nel coinvolgere e rappresentare le sensibilità moderate, democratiche, liberali e cattoliche dell’Umbria e non solo. Sensibilità che in molti territori regionali sono emerse nel voto delle europee e delle comunali, ma che non hanno trovato eguale rappresentatività o riconoscenza nell’azione politica e amministrativa. A questo mondo va rivolta un’attenzione inclusiva e condivisa. Sostanzialmente diversa dalle intenzioni e dai percorsi che in questi ultimi mesi hanno condotto il Pd, nazionale e regionale, verso la ricostruzione di un partito spostato a sinistra, dove il senso dell’equilibrio e della sobrietà è stato talvolta superato dalla tentazione di correre dietro alla politica delle piazze e delle dichiarazioni precipitose».

IL CENTRODESTRA AVANZA NEI COMUNI

Guasticchi Concetti simili a quelli espressi da Guasticchi: «Abbiamo contenuto la perdita di consensi – dice commentando le amministrative – ma si è evidenziata un’altra patologia del Partito democratico ovvero la fuga dei moderati verso l’astensionismo e verso la lega come forma di protesta. Tutto quel mondo moderato che da sempre ha rappresentato una delle colonne portanti del Pd oggi deve ritrovare le giuste motivazioni per ritornare protagonista di un progetto di cui sin dall’origine della fondazione del partito ne era parte integrante. Io che provengo da quell’esperienza politica e ho partecipato con convinzione alla fondazione del Pd nel lontano 2007 oggi sono convinto più che mai della necessità di riequilibrare ideologicamente il Pd aprendo le porte e non radicalizzandosi solamente a sinistra dove oramai non ci sono più margini significativi di recupero. Sono orgoglioso – ha concluso Guasticchi – di aver partecipato alla vita politica di questo partito nella nostra regione, ma altresì credo che siamo arrivati ad una svolta: aprirsi al centro moderato o morire d’asfissia politica consegnando la nostra regione alla Lega». E il dibattito non si ferma qui. Dopo i ballottaggi l’area renziana di Anna Ascani terrà, con l’associazione «Sempre avanti», una due giorni di discussione ad Assisi.

MAPPA: EUROPEE, L’UMBRIA È VERDE LEGA 

I fattori Di sicuro sulla scelta del candidato avranno un peso molti fattori come gli equilibri congressuali e, anche, quelli territoriali, tema da tenere in considerazione. L’area di provenienza del candidato o della candidata non è un elemento secondario in una regione dove la classe politica – e non solo – di molte città, trasversalmente, è pronta a mettere mano alla pistola al solo sentir parlare di Perugia, accusata di accentrare funzioni e risorse. Per inciso, l’ultimo presidente della Regione nato nel capoluogo è stato Francesco Mandarini, letteralmente e politicamente nel secolo scorso. Un discorso che potrebbe valere anche nell’altra parte della barricata dove, a parte Claudio Ricci ormai in campagna elettorale da mesi, andrà avanti ancora per settimane il braccio di ferro tra la Lega e Fratelli d’Italia.

EUROPEE, RISULTATI COMUNE PER COMUNE

Nel centrodestra Subito dopo il voto delle amministrative il deputato di FdI Emanuele Prisco ha spiegato che, visto il quasi 13% ottenuto a Perugia il candidato deve essere perugino, cioè deve essere Marco Squarta. Ipotesi subito rispedita al mittente dal sindaco di Terni, il leghista Leonardo Latini, e dal sottosegretario salviniano Stefano Candiani. Per la Lega il candidato, già lanciato da Salvini nel suo comizio di Perugia, è la senatrice Donatella Tesei, da poco ex sindaco di Montefalco. E nello scacchiere del centrodestra che già si sente in tasca Palazzo Donini, farà il suo ingresso in scena anche la versione regionale di Progetto Perugia, la lista che a Perugia ha avuto un ruolo decisivo nella rielezione di Romizi. Il nome, «Progetto Umbria», è sostanzialmente scontato. E Pietro Laffranco già scalda i motori.

Twitter @DanieleBovi

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