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Arriva sul tavolo delle trattative di palazzo Chigi l’ipotesi di eliminare il bollo auto per – potenzialmente – tutte le prime auto di proprietà, senza distinzione di potenza del motore. È questo il primo punto al vaglio del Governo in vista della legge di bilancio; il secondo invece, riguarda le tempistiche: la misura attualmente scadrà nel 2027 ma, con la nuova proposta, potrebbe diventare permanente.

La misura Questa manovra, il cui testo è atteso mercoledì mattina in Consiglio dei ministri, fa parte di una più ampia discussione del vertice di maggioranza per la legge di bilancio e punta ad allargare il raggio d’azione del decreto di metà settembre; decreto che prevede, per il solo 2027, l’esenzione dal bollo per un unico veicolo a persona, purché rispetti il limite di potenza di 80 kW per le auto a benzina, diesel e ibride oppure, in alternativa, motocicli e ciclomotori. L’ipotesi, ancora in fase di studio, consentirebbe invece di rendere l’esenzione permanente e superare il limite degli 80 kW. L’obiettivo è quindi evitare l’esclusione di automobilisti che hanno vetture con potenza superiore; l’eventuale approvazione, si legge sul Sole24Ore, significherebbe infatti ampliare la platea potenziale fino a 24,6 milioni di proprietari, contro i 14 milioni attuali.

In Umbria L’impatto del decreto sulla regione è già importante: secondo i numeri del ministero dei Trasporti diffusi a metà settembre, a non pagare in Umbria sono già circa 390 mila persone fisiche, a fronte di 548 mila veicoli con potenza entro gli 80 kW. Cifre che potrebbero però aumentare se venisse approvato l’ampliamento; a fare i conti però con questi nuovi numeri, non sono solo gli automobilisti, ma anche la Regione, che incassa i proventi della tassa automobilistica; per compensare le minori entrate regionali, il decreto aveva già previsto uno stanziamento nazionale di circa 2,3 miliardi di euro per il solo 2027, da ripartire tra Regioni e Province autonome. Un’eventuale abolizione permanente richiederebbe quindi ulteriori risorse anche per gli anni successivi.

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