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Un contadino in un campo (©Fabrizio Troccoli)

«Un primo risultato significativo, al quale dovrà seguire una fase attuativa altrettanto efficace». Confagricoltura, Cia, Legacoop Agroalimentare e Confcooperative definiscono così la misura attraverso la quale la Regione metterà sul tavolo 4,5 milioni di euro per aiutare le imprese agricole ad affrontare il caro gasolio; carburante che prima della guerra in Iran costava circa 85 centesimi al litro, mentre a settembre ha superato 1,6 euro.

La procedura Le risorse saranno stanziate attraverso una variazione di bilancio, che arriverà in consiglio regionale a novembre, mentre la procedura sarà gestita da Sviluppumbria con l’obiettivo di erogare le risorse entro fine anno. Un tema, quello della gestione della procedura, sul quale si concentrano le associazioni di categoria: «L’efficacia della misura – scrivono in una nota – dipenderà anche dalla capacità di renderla facilmente accessibile alle aziende beneficiarie, evitando che la complessità amministrativa rallenti una risposta che il settore attende con urgenza». Il contributo previsto è di 30 centesimi per ogni litro di carburante agricolo acquistato tra giugno e ottobre di quest’anno.

Fattore essenziale Le quattro organizzazioni considerano il provvedimento una risposta alle richieste avanzate dal comparto agricolo, alle prese con l’aumento dei costi di produzione legato anche alle tensioni internazionali e all’instabilità dei mercati energetici. «Il gasolio costituisce un fattore produttivo essenziale – scrivono – per tutte le attività agricole, dalle lavorazioni dei terreni alla raccolta, fino alla gestione quotidiana delle aziende». Il rincaro, aggiungono, incide direttamente sulla competitività delle imprese e sulla loro capacità di programmare investimenti e produzioni.

Serve estensione Oltre alla rapidità nell’erogazione dei fondi, Confagricoltura Umbria, Cia Umbria, Legacoop Agroalimentare Umbria e Confcooperative Umbria chiedono che il sostegno raggiunga tutte le realtà interessate, comprese quelle che operano nei servizi alle aziende agricole. Le associazioni si dicono disponibili a collaborare con la Regione per definire le modalità operative e chiedono «l’estensione delle misure di sostegno anche alle imprese agromeccaniche e alle cooperative agricole che svolgono lavorazioni per conto terzi a favore degli agricoltori».