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Un trattore

Quattro milioni e mezzo di euro per aiutare oltre 5.700 imprese agricole umbre ad affrontare il caro gasolio. È questo il cuore della misura sulla quale sta lavorando la giunta regionale, che punta – attraverso Sviluppumbria – a concedere i contributi entro dicembre di quest’anno. Per stanziare i 4,5 milioni servirà una variazione di bilancio, con una legge ad hoc che sarà portata in consiglio regionale il 5 novembre o, al massimo, il 19. Parallelamente, ci sarà l’affidamento a Sviluppumbria per la gestione della procedura attraverso la piattaforma già usata dalla società in house per altri bandi.

La misura In una nota, gli assessori Simona Meloni (Agricoltura) e Tommaso Bori (Bilancio), parlano di un contributo di 30 centesimi per ogni litro di carburante acquistato nel periodo giugno-ottobre 2026, per un volume stimato pari a circa 14,2 milioni di litri di carburante. «Il provvedimento – scrivono Meloni e Bori – nasce anche dal confronto con le associazioni agricole di categoria, che hanno rappresentato le crescenti difficoltà delle imprese. Gli agricoltori, infatti, subiscono l’incremento dei costi energetici senza avere, nella maggior parte dei casi, la possibilità di trasferirlo sui prezzi di vendita, con conseguenze dirette sui margini e sulla sostenibilità delle attività».

Intervento consistente I due membri della giunta sottolineano poi «la consistenza» dell’intervento se confrontato «con le risorse nazionali: il Governo, con il decreto approvato il 22 ottobre – dicono gli assessori – ha stanziato circa 60 milioni di euro per sostenere l’acquisto di carburante agricolo in tutta Italia. La sola Regione Umbria prevede di mobilitare 4,5 milioni di euro, una cifra equivalente a oltre il 7 per cento dell’intero stanziamento nazionale». «Stiamo mettendo in campo – aggiungono – un intervento di grande consistenza finanziaria, che testimonia l’attenzione concreta della Regione verso il mondo agricolo». Meloni e Bori chiedono al Governo di fare di più per difendere «l’anello economicamente più fragile della filiera»: «Di fronte a una crisi internazionale che sta facendo crescere i costi di produzione – sottolineano – non possiamo lasciare sole le imprese. Il nostro obiettivo è difendere il reddito degli agricoltori, salvaguardare le attività produttive e sostenere un settore fondamentale per l’economia e la tenuta sociale dei nostri territori».

Le richieste e le misure già adottate Imprese agricole che nel complesso stanno pagando un conto salatissimo. Prima della guerra in Iran il gasolio agricolo costava circa 85 centesimi al litro, mentre a settembre ha superato 1,6 euro; praticamente il doppio. Nel corso degli ultimi mesi le associazioni agricole umbre hanno chiesto alla Regione interventi straordinari per contenere il salasso. Tra le proposte, un fondo regionale dedicato con uno stanziamento di alcuni milioni di euro, l’estensione all’agricoltura di misure come la riduzione delle accise e il credito d’imposta sul carburante, procedure accelerate per l’assegnazione del gasolio agevolato, sostegni economici straordinari e la semplificazione delle procedure di assegnazione e rendicontazione del carburante, con tempi più rapidi e meno adempimenti burocratici. Nel maggio scorso Palazzo Donini aveva riaperto i termini per chiedere l’anticipo del gasolio agevolato, portando all’80 per cento la quota anticipatile; ad agosto invece è arrivata una maggiorazione fino all’80 per cento delle assegnazioni di carburante agevolato destinate all’irrigazione.

Coldiretti In una nota, Coldiretti parla di una misura che va nella direzione richiesta dall’associazione e di una «risposta importante» verso le «difficoltà reali» delle imprese. «In una fase in cui il rincaro dei fattori produttivi, a partire dal gasolio, si somma alle difficoltà dei mercati e alle incertezze economiche – scrive Dominga Cotarella, presidente regionale Coldiretti – le aziende non possono essere lasciate sole. Il carburante è indispensabile per lavorare i campi, garantire le produzioni e programmare le prossime campagne agricole. Le risorse stanziate sono dunque un risultato significativo, ma è fondamentale che si traducano rapidamente in un sostegno concreto per le imprese». Per Mario Rossi, direttore dell’associazione «sarà ora decisivo lavorare per assicurare criteri adeguati, modalità di accesso semplici e tempi rapidi per un’efficace ricaduta sulle imprese. Dobbiamo evitare in tutti i modi – dice – che il caro gasolio comprometta il lavoro e il futuro delle aziende agricole e con esso del settore primario regionale».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.