Sabato la presentazione dello studio che ha individuato le cinque aree idonee che, come previsto dalla presidente di Regione Stefania Proietti, non avrebbero «messo d’accordo tutti al 100%». Ecco, il primo a dissociarsi è stato il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. A seguire, l’opposizione regionale per cui la mattinata di ieri è stata tutto fumo e niente arrosto. Plauso invece della maggioranza.

Le opposizioni «Tante parole, nessuna decisione», tuonano Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Umbria Civica. Per loro «Proietti certifica una scelta precisa: rinviare, non chiarire, non assumersi responsabilità. I tempi si allungano fino a diventare indefiniti, i costi restano un mistero, così come le risorse con cui si vorrebbe finanziare l’opera. A tutto questo si aggiunge un grave problema di trasparenza democratica, con il confronto istituzionale deliberatamente evitato e la voce dei consiglieri regionali di opposizione messa a tacere». La presentazione di sabato per loro non chiarisce diverse cose «a partire dalle tempistiche, lasciando intendere che uno studio di fattibilità vero e proprio sarebbe pronto soltanto entro il 2028. Tra l’altro, aver individuato ben cinque possibili location per la posizione dell’ospedale, non potrà che alimentare confusione e divisione, proprio in un momento in cui sarebbero necessarie delle scelte chiare e nette». Inoltre «gravi incertezze emergono anche sul fronte dei costi». «A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di metodo che riteniamo inaccettabile. Prima della conferenza stampa era stato annunciato uno spazio di confronto e di ascolto anche per gli interventi dei consiglieri regionali di opposizione presenti. Al termine, invece, dopo le domande dei giornalisti, ogni possibilità di intervento è stata negata».

Maggioranza In una nota congiunta Pd, M5s, Avs, Umbria Domani scrivono: «La presentazione dello studio sulle aree idonee per il nuovo ospedale di Terni ha rappresentato un passaggio di grande rilievo per la città e per l’intera sanità umbra. A sostegno dell’azione della presidente Stefania Proietti, riteniamo che per la prima volta sia stato messo in campo un percorso serio, concreto e verificabile, fondato su metodo, responsabilità e dati oggettivi. È un cambio di passo sostanziale: senza una base solida non può esistere alcuna scelta credibile né una programmazione all’altezza della complessità della sfida che abbiamo di fronte. Per Terni vogliamo il meglio, così come per l’intero sistema sanitario regionale. Se esistessero soluzioni più semplici o immediate, saremmo i primi a trarne vantaggio. Proprio per questo è necessario lavorare con serietà e rigore, evitando decisioni che possano tradursi in uno spreco di risorse pubbliche o compromettere nel tempo la qualità del sistema sanitario. Siamo pienamente consapevoli di quanto sia importante agire velocemente, ma la rapidità deve andare di pari passo con la solidità delle scelte».

Pd Terni I segretari Dem Carlo Emanuele Trappolino e Leopoldo Di Girolamo aggiungono: «Si è aperta una nuova fase per la sanità ternana: non solo il percorso avviato poggia su fondamenta solide e concrete, ma è stato anche ribadito, da parte della presidente, come il progetto sia una priorità assoluta della Regione. Una scelta netta e di responsabilità, che risponde a quanti, in questi mesi, hanno sindacato senza conoscere le prospettive e spesso con una buona dose di pruriginosa strumentalità. Ora sarà attivato un percorso istituzionale e di partecipazione, nel quale tutti cittadini dovranno sentirsi coinvolti per essere protagonisti delle scelte più adeguate per la città – proseguono Trappolino e Di Girolamo -. Scelte che riguarderanno sia la collocazione, sia le modalità di realizzazione, per le quali sono state immaginate soluzioni ingegneristiche e architettoniche che rispondono alle più moderne indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità».

Avs Soddisfazione anche da parte di Alleanza Verdi Sinistra Terni: «Finalmente si rimette al centro la sanità pubblica che è ciò che serve. Le ipotesi presentate rappresentano uno dei primi elementi di serietà tecnica e istituzionale, che consentono a tutte e tutti di poter avere un quadro su pro e contro di varie possibilità, consentendo di poter conoscere il processo decisionale. Una novità che già dal metodo, mai visto fin qui in trent’anni di discussioni, impone una serietà a tutti gli attori in campo».

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