di M.R.
Dall’analisi urbana a quella delle zone esondabili e franose, fino al focus sulle strutture ospedaliere esistenti e le infrastrutture, nonché la qualità dell’aria. Così ha operato lo studio ingegneristico Binini dell’Emilia Romagna per individuare le aree idonee per il nuovo ospedale di Terni. Inizialmente le possibili soluzioni erano nove, ristrette poi a cinque. Tra queste c’è anche Colle Obito. Poi Gabelletta Ovest (via Gramsci A.), Campitello, zona stazione (viale Proietti Divi) e Maratta Sud (strada di Sabbione). Scartate invece via Gabelletta, Aviostazione (via Gianni Caponi), Maratta alta e Maratta bassa.
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Nuovo ospedale di Terni Sarà una struttura da 600 posti letto, 1.200 posti auto e una superficie totale che va dai 110.000 ai 120.000 mq per un costo complessivo di 500 milioni di euro, 200 milioni dei quali ancora da reperire. A illustrare lo studio è stato Tiziano Binini, della società Binini & Partners: «Quando si parla di nuovi ospedali, spesso si cercano modelli astratti o soluzioni standard. In realtà non esiste un modello unico di ospedale valido ovunque. Esiste invece l’ospedale giusto per ogni città, costruito sulle sue caratteristiche, sui suoi bisogni e sulle sue potenzialità». L’ingegnere ha poi spiegato che l’ipotesi alla base dell’incarico è stato immaginare per Terni un complesso «innovativo e adeguato». Pertanto il lavoro si è concentrato su aree di superficie adeguata, in condizioni di sicurezza, estese indicativamente da 10 a 20 ettari, con configurazioni regolari e buona accessibilità dalle infrastrutture esistenti o programmate sul territorio. Ecco, queste aree idonee individuate sono cinque. E per ciascuna di esse, sabato mattina, sono stati presentati i pro e i contro analizzati dallo studio ingegneristico. Ad esempio, l’area di Gabelletta si presenta come «ampia e strategica, con assenza di vincoli» e, tra l’altro, in un’«ottima posizione rispetto alla viabilità». Tra i contro viene evidenziata la «lontananza dal centro storico, il terreno scosceso, vincoli acustici legati alla presenza delle strade principali» e da ultimo «limitazioni a possibili e futuri ampliamenti limitrofi».
Cinque aree idonee Passando a Campitello tra i pro ci sono: l’ampiezza dell’area, «terreno pianeggiante», «vicinanza con il centro abitato», «valenza paesaggistica grazie a Colle Luna» e «possibilità di ampliamento e di creazione di un Centro Tecnologico innovativo». Di contro invece non ce ne sarebbe nessuno. Un’altra area individuata è quella della stazione. Positive, anche in questo caso, l’ampiezza e la strategicità dell’ubicazione, nonché «la vicinanza al centro storico e alle infrastrutture principali». Rappresentano fattori negativi invece il «terreno scosceso, la possibile presenza di fenomeni franosi, la vicinanza ad un quartiere privato di pregio e vincoli acustici». Passando all’area di Maratta tra i pro, evidenziati dallo studio Binini, ci sono «l’assenza di vincoli», la «facilità di intervento e la possibilità di futuri ampliamenti» ed è «ben servita dalla viabilità comunale e dalla possibile futura realizzazione della Variante Sud-Ovest, in fase di studio da parte della Regione Umbria». Unico contro, si legge, «leggermente defilata rispetto al centro abitato». Infine, Colle Obito. Considerati fattori positivi il «posizionamento esistente del plesso ospedaliero e dell’Università, la vicinanza col centro storico» ed è una zona «servita dalla viabilità comunale». I contro invece sono diversi: «Difficoltà di intervento e durante le fasi di lavorazione; limitazioni future di possibili ampliamenti; morfologia del terreno complessa; vincoli acustici; possibile peggioramento ulteriore delle condizioni di traffico; distanza dalle principali infrastrutture viabilistiche».
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«Tempi priorità assoluta» Presenti alla presentazione gli assessori regionali Thomas De Luca e Francesco De Rebotti, la direttrice regionale Sanità Daniela Donetti, il direttore generale dell’azienda ospedaliera Andrea Casciari e i rappresentanti di Binini, che ha realizzato lo studio. Ad aprire gli interventi la presidente di Regione Stefania Proietti che ha detto: «Le aree idonee presentate sono possibilità, si procederà nelle sedi opportune. La città e la Regione, e anche la Provincia, devono discutere e si deve trovare una sintesi. Sintesi che non piacerà al 100% per tutti. Si deve fare però una discussione veloce, qualche mese al massimo. Rispetto dei tempi priorità assoluta, perché poi ci saranno ulteriori step da affrontare».













